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Fondo perduto, cautele super

Contributi a fondo perduto con cautele rafforzate per gli importi più elevati. Quando la richiesta supera l’importo di 150 mila euro sono infatti previste una serie di ulteriori prescrizioni a carico del richiedente. Fra queste, in primis, la necessità che l’istanza sia predisposta in formato pdf e sia firmata digitalmente dal soggetto richiedente e inviata esclusivamente tramite posta elettronica certificata (pec) all’indirizzo Istanza-CFP150milaeuro@pec.agenziaentrate.it. Le istanze pervenute a questa casella pec senza i requisiti sopra specificati (importo calcolato del contributo superiore a 150 mila euro e modello, completo del quadro A, in formato pdf e firmato digitalmente), precisano sia le istruzioni alla compilazione dell’istanza che la circolare dell’Agenzia delle entrate n. 15/E del 13 giugno scorso (si veda ItaliaOggi di ieri), non saranno accettate. Queste ulteriori cautele, come si legge nel provvedimento direttoriale del 10 giugno scorso (n. prot. 0230439/2020), si rendono necessarie al preciso fine di prevenire tentativi di infiltrazioni criminali.

Prima di entrare nel merito delle ulteriori dichiarazioni è tuttavia opportuno precisare come l’ipotesi di una richiesta di contributo a fondo perduto di importo superiore ai 150 mila euro sia difficilmente realizzabile a causa delle stesse modalità di calcolo del contributo disciplinate dall’articolo 25 del dl n. 34/2020 (il cosiddetto decreto Rilancio). Per ottenere un tale importo è infatti necessario avere a disposizione una perdita di fatturato o di corrispettivi fra i due mesi di riferimento, aprile 2020 e aprile 2019, di entità assolutamente rilevante che mal si concilia con il limite massimo di ricavi o compensi nell’esercizio precedente che non possono superare i cinque milioni di euro.

Tenuto infatti conto che la percentuale di calcolo del contributo a fondo perduto nella fascia di ricavi dell’esercizio precedente superiori a un milione di euro e minori o uguali a cinque milioni di euro, è pari al 10%, per superare l’importo di 150 mila euro occorrerebbe aver subito una perdita di fatturato superiore a 1.500.000 di euro nel solo mese di aprile 2020.

Ciò premesso, vediamo quali sono le ulteriori dichiarazioni che devono essere inserite nell’apposito quadro A del modello quando la richiesta di contributo a fondo perduto di importo è superiore a 150 mila euro.

In queste ipotesi il soggetto beneficiario o il suo rappresentante firmatario, si legge nelle istruzioni alla compilazione del modello di richiesta, deve rendere dichiarazione sostitutiva di atto notorio, attestando alternativamente le seguenti due condizioni: di) essere iscritto nell’elenco dei fornitori non soggetti a infiltrazione mafiosa di cui all’articolo 1, comma 52 della legge 190/2012 e che né lui né alcuno dei soggetti sottoposti a verifica antimafia – il cui elenco è tassativamente elencato nell’istanza – si trovano nelle condizioni ostative di cui all’articolo 67 del decreto legge 159 del 2011.

Tali dichiarazioni sostitutive, si legge ancora nelle istruzioni, devono essere rese ai sensi e per gli effetti dell’articolo 47 del dpr n. 445/2000, apponendo la firma nell’apposito riquadro, con l’avvertenza che, per le ipotesi di falsità in atti e dichiarazioni mendaci, si applicano le sanzioni penali previste dall’articolo 76 del medesimo dpr, ferme restando le sanzioni amministrative disciplinate dall’articolo 25 del decreto legge n. 34 del 2020. Si tratta, nello specifico del recupero del contributo non spettante con l’irrogazione delle stesse sanzioni previste dall’articolo 13 del dlgs 471/1997 per l’ipotesi di utilizzo di crediti inesistenti ovvero dal 100 al 200% del contributo stesso.

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