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Fondo perduto bipartisan anche per i professionisti

Nell’opera di rivisitazione che sta affinando la maggioranza non manca qualche new entry. Come l’estensione in chiave “bipartisan” ai liberi professionisti e al settore del turismo dei contributi a fondo perduto attualmente assicurato agli esercenti di attività d’impresa, di lavoro autonomo e di reddito agrario, ma non agli iscritti agli Albi, che sono titolari di partita Iva con ricavi non superiori a 5 milioni di euro. Anche il bonus affitti è destinato ad essere corretto soprattutto con l’obiettivo di migliorare il “sistema” tarato sul calo del fatturato includendo nella platea chi ha cominciato l’attività nel 2019. E la strada appare in discesa anche per lo slittamento dal 30 giugno alla fine di settembre dei versamenti Ires e Irpef indicato da alcune modifiche dei Cinque stelle.

ROMA

Si restringe il campo su cui si gioca la partita per il restyling del decretone Rilancio. La dote di partenza di 800 milioni per le modifiche non lascia spazio a una rivisitazione troppo ampia. Ma dalla scrematura degli 8mila emendamenti dei gruppi parlamentari per arrivare a un massimo di 1.200 ritocchi “segnalati”, su cui si è lavorato nelle ultime ore in commissione Bilancio anche sulla base degli input arrivati dai tre relatori, Luigi Marattin (Iv), Fabio Melilli, (Pd) e Carmelo Massimo Misiti (M5S), sono già emersi almeno cinque temi sui quali si sta cercando di spianare la strada ad alcuni correttivi selezionati: rafforzamento e allargamento del perimetro dell’Ecobonus, garanzia della Cig a lavoratori e imprese che rischiano di rimanerne sprovvisti nei prossimi mesi, slittamento delle scadenze fiscali a settembre, estensione dei contributi a fondo perduto ai professionisti e al settore del turismo e ampliamento della platea e durata del bonus affitti.

Il percorso sul quale dovranno viaggiare gli emendamenti prioritari resta comunque a ostacoli. Anzitutto perché dovrà essere trovata una non semplice quadratura del cerchio nella ripartizione tra le varie misure delle risorse disponibili, alla quale dovrà poi seguire l’ok della Ragioneria generale. Dovrà anche essere valutata la possibilità di trovare una sponda con l’opposizione per almeno un pacchetto di modifiche selezionate: circa 210 i “segnalati” della Lega e oltre 140 quelli di Fdi. Proprio Fdi ieri ha presentato le sue proposte chiedendo di tagliare il cuneo fiscale alle imprese colpite dall’emergenza Covid e di ampliare la durata della Cig e puntando il dito, con Giorgia Meloni, contro un decreto «con tante marchette».

Ma da superare c’è anche lo scoglio dell’intesa da trovare nella maggioranza sui ritocchi principali. Che, al momento, è da considerare raggiunta nel caso dell’Ecobonus. È infatti già un punto fermo nel mosaico dei correttivi “segnalati” l’emendamento “condiviso” che prevede l’estensione dello sconto fiscale alle seconde case (con l’esclusione di castelli e ville di lusso), agli alberghi e agli immobili vincolati, oltre all’allungamento di un anno, fino al dicembre 2022, del periodo utile per realizzare (e fatturare) i lavori.

Un altro tema su cui governo e maggioranza, con in testa i tre relatori, stanno lavorando da giorni è quello della Cig, sul quale ha molto spinto il Pd. E non è escluso che dai ritocchi segnalati si faccia una sintesi per superare il problema creato dall’attuale versione del Dl con la concessione della proroga della Cig in due tranche: le prime 5 settimane da fruire entro il 31 agosto per chi ha già utilizzato tutto il plafond di 9 settimane del decreto Marzo, e le ulteriori 4 settimane da utilizzare a partire dal 1° settembre fino alla fine di ottobre. Questo meccanismo rischia di penalizzare fortemente le imprese che con l’avvio del lockdown hanno dovuto chiudere i battenti e chiedere subito la cassa integrazione. Con il risultato di essere già in prossimità dell’esaurimento delle prime 14 settimane e di trovarsi a breve prive della copertura degli ammortizzatori sociali fino al 1° settembre e senza, per altro, poter licenziare (il blocco dei licenziamenti è stato prorogato fino al 17 agosto). Ma sul fronte lavoro novità potrebbero arrivare anche su congedi parentali e bonus baby sitter facendo leva su un emendamento segnalato di Iv che ne prevede l’utilizzo fino al 31 agosto.

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