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Fondo perduto, altri 500 mln

Per le istanze, non ancora pagate, dei contributi a fondo perduto arrivano 500 mln dal bonus vacanze.

Uno spostamento tra capitoli di bilancio è la strada individuata dal ministero dell’economia per soddisfare le richieste pervenute, nei termini all’Agenzia delle entrate, per i contributi a fondo perduto. Richieste che hanno superato di circa 400 mln lo stanziamento iniziale, da 6,1 mld iniziali a 6,5. Al contrario, per il bonus vacanze dalla disamina delle richieste e dell’utilizzo del bonus resterebbero dei soldi. È questa la fotografia scattata dallo schema di decreto del Ministro dell’economia e delle finanze recante compensazione di interventi fiscali per l’anno 2020 in relazione al bonus vacanze e al contributo a fondo perduto, all’esame delle commissioni bilancio di Camera e Senato.

La riassegnazione di risorse eventuale non spese in altri capitoli è prevista dallo stesso decreto Rilancio che ha approvato le due forme di aiuto, agli articoli 25 per il contributo a fondo perduto e 176 per il bonus vacanze.

Come anticipato da ItaliaOggi il 10 e 16 settembre, dal monitoraggio effettuato dal ministero dell’economia è emerso che per il contributo a fondo perduto le istanze pervenute hanno superato nel loro ammontare lo stanziamento iniziale.

L’articolo 25 aveva stimato un plafond da 6,1 mld di euro, per una platea di possibili beneficiari pari a 2,6 mln di partite Iva (tra persone fisiche e società) mentre l’articolo 176 aveva preventivato oltre 5,1 mln di domande possibili. Al contrario a settembre, dai dati forniti dal ministero sul bonus vacanze le richieste si sono fermate a 1,5 mln .

Dal ricalcolo delle stime prudenziali dunque nel decreto si è stabilito di riassegnerà 500 mln di euro ai contributi a fondo perduto.

Il 10 agosto scorso l’Agenzia delle entrate chiudendo l’operazione del fondo perduto ha comunicato al ministero di aver superato il plafond da 6,1 mld rispetto all’entità dei ristori, in prima battuta, per 380 mln di euro. Quindi si è proceduto a congelare le istanze che ad oggi, da segnalazioni pervenute a ItaliaOggi risultano ancora in istruttoria.

A consuntivo, a settembre, l’Agenzia delle entrate ha rendicontato 2.381.112 domande per un valore complessivo di 6,56 mld a fronte dei 6,1 mld di euro (lievemente inferiore – di 4 milioni di euro – rispetto alla precedente stima del 18 agosto). E dai controlli compiuti sono emersi flussi finanziari pari a 124 mln di euro che l’Agenzia delle entrate metterà sotto osservazione perché sono state riscontrate criticità.

Secondo il dossier presentato al senato: «La relazione conclude affermando che la differenza complessiva emersa (500 milioni di euro) rispetto alle stime iniziali deriva dalla particolare situazione in atto caratterizzata da una significativa contrazione dell’economia e, conseguentemente, anche del fatturato.

Invece, per quanto riguarda le somme legate al bonus vacanze sono stati generati 1.547.676 bonus vacanze per un valore economico di 689.760.100 mln di euro, a fronte di uno stanziamento da 1,6 mld di euro. I bonus creati ammontano a 653.863.

Si ricorda che il contributo a fondo perduto riconosceva un ristoro parametrato alle dimensioni della società e in riferimento al calo del fatturato del 33% del mese di aprile 2020, rispetto ad aprile 2019.

Mentre il bonus vacanze è una sorta di voucher che riconosce l’80% dell’importo in detrazione,

Parere positivo dai tecnici del Senato che nel dossier di presentazione della misura scrivono: «preso atto che il presente schema di decreto è conforme alla disciplina legislativa prevista dall’articolo 265, comma 8, del decreto-legge n. 34 del 2020 e dei dati desumibili dalle due citate note dell’Agenzia delle entrate, si ritiene condivisibile la necessità di incrementare nella misura prevista di 500 milioni di euro la dotazione del capitolo di spesa inerente al contributo a fondo perduto, atteso che tale somma consente di colmare interamente la mancanza di risorse emersa rispetto allo stanziamento iniziale (pari al 7,5% delle esigenze effettive).» Anche se si obietta che la divergenza con le risorse effettive richieste non è attribuibile a come indicato una contrazione economica bensì: «a una parziale sottostima dell’entità di tale contrazione». Tanto che dal Senato si chiede se la sottostima sia da attribuire ad un sensibile peggioramento del fatturato nella successiva metà del mese di aprile o piuttosto al differente calo di fatturato dei soggetti esclusi dalla fatturazione elettronica.

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