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Fondo perduto, al via gli aiuti

Gli ostelli per i giovani con fatturato oltre il milione otterranno contributi a fondo perduto più alti degli alberghi delle stesse dimensioni; i contributi più alti vanno alle discoteche, seguite a distanza da cinema e teatri. Questo emerge dalle proiezioni dei tecnici del Mef allegate al decreto legge Ristori (si veda anche ItaliaOggi del 29 ottobre 2020). Otterranno da 5.000 a 25.000 euro i ristoranti, da 3.400 a 20.000 euro le pasticcerie, da 5.000 a 30.000 euro i teatri, da 4.000 a 16.000 euro le palestre, da 11.000 a 50.000 le discoteche, da 4.000 a 20.000 euro gli alberghi; e ancora, da 3.800 a 35.000 euro gli ostelli della gioventù, da 1.000 a 10.000 euro i taxisti. L’importo minimo per categoria è quello riservato in media alle imprese che avevano un fatturato fino a 400.000 euro, l’importo massimo per quelle che hanno un fatturato tra 1 e 5 milioni euro.

I fondi in campo. Ammontano a 6,2 i miliardi di euro i fondi messi in campo per dare ristoro alle imprese, stanziati dal dl 28 ottobre 2020, n. 137. I fondi sono finalizzati a introdurre ulteriori misure urgenti per la tutela della salute e per il sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi, nonché in materia di giustizia e sicurezza connesse all’epidemia da Covid-19. Sono destinati al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, nonché al sostegno dei lavoratori in esse impiegati.

Le imprese dei settori oggetto delle nuove restrizioni riceveranno contributi a fondo perduto con la stessa procedura già utilizzata dall’Agenzia delle entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto «Rilancio» (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34).

La platea dei beneficiari includerà anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro. Queste otterranno un ristoro pari al 10% del calo del fatturato, come le imprese del terzo scaglione del dl Rilancio. Potranno presentare domanda anche le attività che non hanno usufruito dei precedenti contributi, mentre è prevista l’erogazione automatica sul conto corrente, entro il 15 novembre, per chi aveva già fatto domanda in precedenza. L’importo varierà dal 100 al 400% di quanto previsto in precedenza, in funzione del settore di attività.

Lo stesso decreto ha stanziato altri fondi per il sostegno nei confronti di alcuni settori colpiti: agenzie di viaggio e tour operator, editoria, fiere e congressi, settore alberghiero e termale, export e fiere internazionali. Il dl va a istituire anche un fondo da 100 milioni di euro per sostenere le imprese delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura interessate dalle misure restrittive. Il sostegno viene effettuato attraverso la concessione di contributi a fondo perduto a chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e a chi ha subito un calo del fatturato superiore al 25% nel novembre 2020 rispetto al novembre 2019.

Contributo a fondo perduto per gli operatori Iva. Nuovi incentivi a fondo perduto alle imprese che hanno una partita Iva attiva alla data del 25 ottobre 2020 e operano nei settori economici interessati dalle nuove misure restrittive, come ristoranti, hotel, case vacanze. Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 25 ottobre 2020. Nel limite di spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2020, con uno o più decreti Mise-Mef, possono essere individuati ulteriori codici Ateco riferiti a settori economici aventi diritto al contributo anche se non inseriti nell’Allegato 1 al decreto che identifica i primi beneficiari.

La condizione per ottenere l’agevolazione è che tali settori siano stati direttamente pregiudicati dalle misure restrittive introdotte dal dpcm del 24 ottobre 2020.

Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Al fine di determinare correttamente i predetti importi, il decreto ricorda che l’impresa deve fare riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi.

Il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato ai soggetti riportati nell’Allegato 1 che hanno attivato la partita Iva partire dal 1°gennaio 2019.

Per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto di cui all’art. 25 del decreto Rilancio, che non abbiano restituito il predetto ristoro, il contributo a fondo perduto è corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo.

Per i soggetti che non hanno presentato istanza di contributo a fondo perduto entro la scadenza del 7 settembre 2020, il contributo è riconosciuto previa presentazione di apposita istanza esclusivamente mediante la procedura web e il modello approvati con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020. Il contributo non spetta, in ogni caso, ai soggetti la cui partita Iva risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza.

L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato in maniera diversa a seconda dei soggetti beneficiari. I soggetti che hanno già ricevuto il contributo otterranno in aggiunta una nuova quota di quanto richiesto nella prima istanza. I soggetti con fatturato sotto i 5 milioni di euro, che non avevano presentato la richiesta, otterranno una quota del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell’istanza trasmessa e con le percentuali del 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400 mila euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso; 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400 mila euro e fino a un milione di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso; 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso. Qualora l’ammontare dei ricavi o compensi di tali soggetti sia superiore a 5 milioni di euro, il valore è calcolato applicando la percentuale del 10% ma le quote sono differenziate per settore economico e sono maggiorate come riportate nell’Allegato 1 al decreto. L’importo del contributo non può essere superiore a 150 mila euro. Per i soggetti che non avevano fatturato, l’ammontare del contributo è determinato applicando le percentuali riportate nell’Allegato 1 al decreto agli importi minimi di 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Agroindustria e agricoltura. Sono previsti fondi complessivi per 100 milioni di euro per l’anno 2020 di contributi a fondo perduto a favore delle imprese operanti nelle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura. Sarà un decreto del ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con il Mef a definire la platea dei beneficiari e i criteri per usufruire dei benefici.

Misure per gli operatori turistici e della cultura. Per i settori dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo, sono istituiti due fondi, uno di parte corrente e l’altro in conto capitale. I fondi per la parte corrente hanno una dotazione complessiva di 130 milioni di euro per l’anno 2020, di cui 80 milioni di euro per la parte corrente e 50 milioni di euro per gli interventi in conto capitale. Tale fondo è incrementato di 100 milioni di euro per l’anno 2020. Il fondo volto a sostenere le agenzie di viaggio e i tour operator è istituito con una dotazione di 25 milioni di euro per l’anno 2020. Tale fondo è incrementato di 400 milioni di euro per l’anno 2020.

Il Fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali, con una dotazione di 171,5 milioni di euro per l’anno 2020, destinato al sostegno delle librerie, dell’intera filiera dell’editoria, compresi le imprese e i lavoratori della filiera di produzione del libro, a partire da coloro che ricavano redditi prevalentemente dai diritti d’autore, nonché dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura è incrementato di 50 milioni di euro per l’anno 2020.

Limitatamente ai contratti di acquisto di titoli di accesso per spettacoli dal vivo, l’organizzatore dell’evento, verificata l’impossibilità sopravvenuta della prestazione e, conseguentemente, l’inutilizzabilità del titolo di acquisto oggetto dell’istanza di rimborso, provvede alla emissione di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall’emissione. Queste disposizioni si applicano anche a decorrere dalla data di entra in vigore del dpcm 24 ottobre 2020 e fino al 31 gennaio 2021 e i termini decorrono dalla data di entrata in vigore del decreto.

Tax credit vacanze. Per il tax credit vacanze, il periodo d’imposta si è esteso al 2021 ed è riconosciuto, una sola volta, un credito in favore dei nuclei familiari con Isee in corso di validità, ordinario o corrente non superiore a 40 mila euro, utilizzabile fino al 30 giugno 2021, per il pagamento di servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive, nonché dagli agriturismo e dai bed & breakfast in possesso dei titoli prescritti dalla normativa nazionale e regionale per l’esercizio dell’attività turistico ricettiva. Per la concessione dell’agevolazione sono prese in considerazione le domande presentate entro il 31 dicembre 2020.

Il sostegno all’export e alle fiere internazionali. L’export ha 350 milioni di euro a disposizione divisi tra 150 milioni euro per la legge 394/81 e 200 milioni di euro per il fondo sulla promozione integrata. La legge 394/81 prevede interventi per la patrimonializzazione, la partecipazione a fiere internazionali, mostre e missioni di sistema, l’inserimento in mercati esteri, il temporary export manager, l’e-commerce, gli studi di fattibilità e i programmi di assistenza tecnica. Il bando si è chiuso in data 21 ottobre 2020 alle ore 14:00, con oltre 12 mila domande presentate. Il fondo per la promozione integrata, invece, è volto alla realizzazione di diverse iniziative come la realizzazione di una campagna straordinaria di comunicazione volta a sostenere le esportazioni italiane e l’internazionalizzazione del sistema economico nazionale nel settore agroalimentare e negli altri settori colpiti dall’emergenza Covid-19.

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