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Fondo perduto ad ampio raggio

Fondo perduto fruibile anche dalle piccole e microimprese in difficoltà purché non soggette a procedure concorsuali e in assenza di aiuti finalizzati alla ristrutturazione e/o al salvataggio. Il contributo spetta anche alle società in liquidazione volontaria, la cui fase straordinaria sia stata avviata successivamente al 31 gennaio scorso (data di dichiarazione dello stato di emergenza).

Queste alcune precisazioni fornite dall’Agenzia delle entrate con la circolare 22/E, uscita nella tarda serata di ieri, sulla fruizione del contributo a fondo perduto, di cui all’art. 25 del dl 34/2020 (decreto Rilancio).

Il documento di prassi è stato suddiviso in cinque capitoli e sviluppato nella forma di risposte ai quesiti, trattando anche le modalità di determinazione del contributo e di restituzione dello stesso in taluni casi.

Con riferimento alle società in liquidazione, anche volontaria, in linea di principio non è possibile fruire del contributo giacché l’attività ordinaria risulta interrotta ma, stante la ratio della norma, le Entrate precisano che lo stesso contributo spetta ai soggetti la cui fase di liquidazione è stata avviata dopo il 31 gennaio scorso (data di dichiarazione dello stato emergenziale Covid-19), dovendo far riferimento ai ricavi del 2019 e restando ferme le modalità di determinazione della riduzione del fatturato (circ. 15/E/2020).

Se l’attività è iniziata a partire dall’1/01/2019, il contributo spetta esclusivamente ai soggetti per i quali la data di apertura della partita Iva coincide e/o è successiva alla detta data, ferme restando le altre condizioni; chi ha iniziato una nuova attività in un diverso settore dal 1° gennaio scorso deve tenere conto, ai fini della valutazione dei requisiti di accesso, di tutte le attività esercitate.

Le associazioni di promozione sociale possono fruire del contributo per la sola parte relativa all’attività di impresa, tenendo conto del tetto di ricavi (soglia di 5 milioni di euro) e con riduzione del fatturato (aprile 2020-aprile 2019) inferiore ai due terzi.

Le imprese che hanno realizzato un fatturato pari a zero, sia in aprile 2019 sia in aprile 2020, anche se l’attività esercitata è stagionale, non possono fruire del contributo in commento, poiché non emerge alcun calo di fatturato.

Dal punto di vista della determinazione della riduzione del fatturato, sul fronte dei passaggi interni, l’agenzia precisa che, per ragioni di semplificazione, devono essere considerate tutte le fatture, con esclusione dell’Iva, con la data di effettuazione dell’operazione che cade in aprile, nonché le fatture differite emesse nel mese di maggio e relative ad operazioni del mese di aprile, incluse le operazioni eseguite tra le diverse attività dai soggetti fruitori, ai sensi dell’art. 36 del dpr 633/1972 (decreto Iva).

Con riferimento alle imprese di trasporto, che possono emettere un’unica fattura riepilogativa trimestrale per ogni committente, l’Agenzia richiede che la verifica del fatturato sia eseguita con riferimento alle sole operazioni effettuate nei mesi di aprile 2019 e aprile 2020.

Gli imprenditori agricoli, che applicano il regime di esonero, di cui al comma 6 dell’art. 34 del decreto Iva, per la verifica della riduzione del fatturato devono utilizzare l’ammontare delle sole operazioni poste in essere nei confronti di cessionari o committenti in regime di impresa, che hanno emesso l’autofattura.

Nell’ambito delle operazioni straordinarie, e in particolare nel caso di una cessione e/o conferimento di azienda, l’agenzia chiarisce che per i soggetti costituiti nel periodo compreso tra l’1/01/2019 e il 30/04/2020, a seguito di dette operazioni, non trova applicazione quanto disposto dal comma 6 dell’art. 25 (riferibile all’importo minimo non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche) giacché non si è in presenza di una attività neocostituita; detto principio, peraltro, è da estendere anche all’ipotesi in cui l’azienda sia pervenuta a seguito di donazione o sia stata oggetto di un contratto di affitto, stante il fatto che, sia per la determinazione della soglia massima di ricavi o compensi, sia per il calcolo della riduzione del fatturato, si devono considerare i valori riferibili all’azienda trasferita.

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