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Fondo perduto a 462mila imprese. Ristori a metà novembre sui conti

Si allarga fino a 462mila la platea delle imprese ammesse al nuovo contributo a fondo perduto approvato ieri sera dal Governo. L’accredito dei ristori, secondo quanto promesso dal ministro dell’Economia ai rappresentanti delle categorie dei lavoratori autonomi, arriveranno il 15 novembre in automatico sul conto corrente dei contribuenti che avevano ottenuto (senza restituirlo) l’indennizzo a fondo perduto con il decreto rilancio. Per tutti gli altri, ossia quelli che non avevano presentato domanda o che avevano un volume di affari e corrispettivi superiore ai 5 milioni (nella prima edizione questi ultimi non erano ammessi), il bonifico arriverà il prossimo 15 dicembre. Dall’ultima bozza del decreto emerge, poi, che il Governo ha portato da 2 a 2,44 miliardi la dote del fondo perduto allargando la platea a 462mila imprese di cui poco più di 1.500 sono le attività con volume di affari superiori a 5 milioni di euro. Il contributo ha comunque un tetto di 150mila euro.

Il decreto, approvato ieri sera in Consiglio dei ministri e atteso per oggi in Gazzetta ufficiale, interviene anche sulla cassa integrazione per le imprese colpite dalle nuove misure, garantisce indennizzi per i lavoratori stagionali dello spettacolo e per i lavoratori dello sport, rilancia il reddito di emergenza e prevede un pacchetto di misure in materia di sicurezza, sanità (si veda il servizio a pagina 4) e per lo svolgimento dei processi da quelli civili e penali a quello tributario (si veda Norme e Tributi di oggi).

Sul fronte fiscale da segnalare: la proroga al 30 novembre 2020 del termine per la presentazione del modello 770 da parte dei datori di lavoro; la sospensione della seconda rata Imu del 16 dicembre prossimo per gli immobili e le pertinenze in cui si esercitano le attività indicate nella tabella dei codici Ateco; sempre per queste imprese torna il credito d’imposta per gli affitti commerciali e per gli affitti d’azienda dei mesi di ottobre, novembre e dicembre, a prescindere dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente. Il tax credit sarà, come per il Dl rilancio, cedibile al proprietario e utilizzabile dunque come sconto-affitti.

Tra le novità dell’ultima ora spunta il paletto introdotto per limitare l’accesso ai ristori a fondo perduto alle sole attività con partita Iva attiva alla data del 25 ottobre scorso. E questo perché tra domenica e lunedì, appresa la notizia dell’arrivo di indennizzi a fondo perduto riservata a determinate attività, il Fisco avrebbe registrato una vera e propria corsa all’apertura di partite Iva o cambi di codici Ateco per accedere agli indennizzi.

Il decreto conferma quanto anticipato lunedì su queste pagine con l’erogazione differenziata del contributo in relazione alle chiusure o alle limitazioni. Alle somme già ottenute con il decreto rilancio vengono applicati dei moltiplicatori, rivisti e corretti nell’ultimo incontro tra Gualtieri e le associazioni di categoria. I ristoranti ottengono il 200% del contributo già incassato (fino a ieri era il 150% perché potevano parzialmente lavorare) così come le gelaterie e le pasticcerie che passano dal 100% di ieri al 150% di quanto già incassato con il Dl rilancio. A utilizzare il coefficiente del 100% saranno soltanto taxi e noleggio con conducente. Confermata anche l’estensione agli alberghi e a tutte le attività che offrono servizi di accoglienza come ostelli della gioventù e villaggi turistici. Confermato anche il moltiplicatore del 400% per le sale da ballo e le discoteche rimaste chiuse dopo la crisi epidemica di questa estate. Potrà presentare la domanda anche chi non aveva aderito al primo fondo perduto, le attività svolte nei comuni montani e quelli per l’intrattenimento e le feste.

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