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Fondo patrimoniale, regole soft

Fondo patrimoniale senza vincoli. Il piccolo trust del diritto italiano (serve per proteggere il patrimonio familiare) non è una cassa blindata. Con alcune accortezze, ci si può garantire di poter liquidare l’immobile inserito nel fondo. Basta un accordo tra i genitori per poter vendere senza chiedere autorizzazione al giudice, quando ci sono figli minori, o per consentire l’operazione di smobilizzo a un solo coniuge, anche senza il consenso dell’altro. È questa una delle massime curate dal Comitato interregionale dei consigli notarili delle Tre Venezie, che presentano gli Orientamenti civilistici e di deontologia oggi 17 maggio 2014 a Sarmeola di Rubano (Pd) presso la Cassa di risparmio del Veneto. Le massime si occupano anche di parcheggi condominiali e disciplina della pubblicità degli studi notarili (sì al sito web e al profilo facebook, ma no a banner commerciali).

Fondo patrimoniale. Il Fondo patrimoniale è uno strumento per riservare alcuni beni ai bisogni della famiglia, mettendoli al riparo da possibili aggressioni di terzi creditori. Visto da altra ottica è una specie di trust o, comunque, un mezzo per tutelare il patrimonio familiare. Le massime in esame intervengono in particolare sulla possibilità di svincolare alcuni beni dal fondo. In effetti, soprattutto quando ci sono figli minori, la reversibilità del bene alla libera disponibilità potrebbe incontrare alcuni ostacoli. Ostacoli legali, che servono ad assicurare la effettività della destinazione del bene a necessità del nucleo. Partendo, tuttavia, dall’art. 169 del codice civile, le massime dei notai del Triveneto attribuiscono all’istituto una maggiore flessibilità. La norma citata, infatti, prevede che, se non è stato espressamente consentito nell’atto di costituzione, non si possono alienare, ipotecare, dare in pegno o comunque vincolare beni del fondo patrimoniale se non con il consenso di entrambi i coniugi e, se vi sono figli minori, con l’autorizzazione concessa dal giudice, con provvedimento emesso in camera di consiglio, nei soli casi di necessità od utilità evidente. Valorizzando la possibilità di libera determinazione nell’atto di costituzione del fondo, le massime sostengono possibile prevedere nell’atto costitutivo del fondo, oppure ma anche in un atto modificativo della disciplina dello stesso, la facoltà dei coniugi di alienare, ipotecare, dare in pegno o comunque vincolare i beni del fondo senza necessità di autorizzazione giudiziale, in presenza di figli minori. Una clausola di questo tipo libererà il notaio senza necessità di ricorrere l’autorità giudiziaria, e senza alcun potere/dovere di verificare la rispondenza dell’atto alle esigenze della famiglia. Altra semplificazione dell’amministrazione del fondo deriva dalla legittimità della clausola che preveda la deroga al consenso congiunto dei coniugi; questo a meno che i coniugi non siano comproprietari del bene. La deroga può essere contenuta nell’atto costitutivo del fondo o in un atto modificativo. Sempre in materia di fondo patrimoniale, un’altra massima elaborata dai notai afferma che, in caso di alienazione di un bene del fondo patrimoniale, non sussiste un obbligo di reimpiego del ricavato, né a carico dei coniugi né a carico del giudice, quando sia chiamato a dare l’autorizzazione.

Parcheggi. All’interno del condominio si può prevedere l’uso «ripartito» (e quindi l’uso individuale) dei posti auto condominiali: ci vuole una apposita clausola da inserire negli atti di acquisto delle singole unità o meglio nel regolamento di condominio. A condizione che sia, comunque, consentito a ciascun condomino di utilizzare l’area comune, sulla quale siano stati ricavati i posti auto.

Pubblicità. Il notaio può avere il suo sito web, ma con domini propri e senza reindirizzamento. Il sito, comunque, non deve contenere banner pubblicitari o pop up. Il notaio può avere un profilo su un social network, ma, se si tratta di un profilo personale, non può essere usato per scopi professionali e viceversa. Tra l’altro il profilo professionale è consentito su pagine dei network che siano visibili a chiunque si connetta ad Internet, affinché la verifica dei contenuti possa essere trattata e giudicata alla stregua di ogni altro sito web. I siti Internet non riferiti all’attività notarile e l’utilizzo dei social network a titolo personale devono essere scritti e riempiti di contenuti rispettosi della dignità e reputazione. Il notaio non può sponsorizzare eventi, compresi quelle in materia sportiva, culturale e di beneficenza. Può mettere inserzioni sui giornali, ma non possono avere unicamente lo scopo di attirare l’attenzione della clientela.

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