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Fondo patrimoniale, l’immobile è ipotecabile

Equitalia può iscrivere ipoteca sull’immobile conferito nel fondo patrimoniale. Tale misura cautelare, infatti, non può essere considerata un atto dell’espropriazione forzata e quindi non va incontro ai limiti fissati dall’articolo 170 del codice civile. Così ha stabilito la sezione tributaria della Suprema corte di cassazione nella sentenza n. 10794 del 25 maggio 2016, che fa segnare un mutamento di indirizzo sul tema.

La norma civilistica, infatti, stabilisce che l’esecuzione sui beni del fondo «non può avere luogo per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia». Diverse pronunce della suprema corte hanno in tempi recenti affermato l’applicabilità di questa disposizione anche all’iscrizione ipotecaria per debiti tributari (si vedano l’ordinanza numero 23876 del 2015 e le sentenze numero 1652 e 3600 del 2016). Un orientamento fondato sull’ipotesi che l’ipoteca presenti natura di atto funzionale all’esecuzione forzata.

Tesi però non condivisa dagli ermellini nella nuova pronuncia. Richiamando il principio affermato dalle Sezioni unite civili nell’ordinanza numero 15354 del 2015, l’ipoteca viene qualificata come «un atto riferito a una procedura alternativa all’esecuzione forzata vera e propria». Venendo meno lo status di atto dell’esecuzione, perciò, «viene meno anche l’applicabilità dell’articolo 170 c.c.», argomenta la Cassazione, «non sembrando superabile il dato testuale, tanto più ove si consideri che, ponendo la norma una eccezione alla regola della responsabilità patrimoniale ex art. 2740 c.c., la stessa è da ritenersi soggetta a interpretazione tassativa». Da qui l’accoglimento del ricorso presentato dalla società di riscossione.

Si ricorda peraltro che la sentenza numero 7521 del 15 aprile 2016 aveva aggiunto un ulteriore tassello, ritenendo l’ipoteca sui beni facenti parte di un fondo patrimoniale legittima solo se il debito tributario fosse strumentale ai bisogni della famiglia o se il titolare del credito non ne conosceva l’estraneità ai bisogni della famiglia (circostanze che, avevano concluso gli ermellini, non potevano ritenersi dimostrate né escluse per il solo fatto dell’insorgenza del debito nell’esercizio dell’impresa).

Valerio Stroppa

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