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Fondo patrimoniale large

Il fondo patrimoniale può accogliere anche titoli di credito e strumenti finanziari benché nella forma dematerializzata. Idonea pubblicità al vincolo di destinazione impresso rende i titoli idonei alla conferibilità nel fondo. Sono le deduzioni traibili dallo Studio n. 265-2012/C del Notariato nazionale recante: Il conferimento in fondo patrimoniale di titoli dematerializzati, approvato dalla Commissione studi civilistici il 20/7/12 e diffuso ieri.

La dematerializzazione degli strumenti finanziari. L’esigenza di velocizzare la trasmissione della ricchezza tra contraenti, magari spesso neppure presenti nello stesso luogo, ha favorito la diffusione della decartolarizzazione dei diritti, consentendo la circolazione attraverso un sistema di registrazioni e iscrizioni elettroniche (dlgs 213/98 e 58/98 come modificato dal dlgs n. 27/2010). In tale contesto, il problema esaminato dal Notariato concerne l’interpretazione dell’art. 167 c.c. in tema di costituzione di fondo patrimoniale laddove si prevede che anche i titoli di credito possano essere destinati a soddisfare i bisogni della famiglia. Per taluni interpreti, osserva il Notariato, non possono più essere considerati quali titoli di credito gli strumenti finanziari che, pur rientrando astrattamente in tale categoria, siano stati dematerializzati. Il difetto di incorporazione nel documento inibirebbe, in ogni caso, l’applicazione della disciplina codicistica prevista in materia di titoli di credito. Diversamente, però, un’altra interpretazione ravvisa nel fenomeno della dematerializzazione il solo effetto dell’evoluzione della tecnica giuridica, dovuta a esigenze di semplificazione e rapidità nella circolazione dei diritti. Ciò comporta la sostituzione del documento cartaceo con un’iscrizione contabile, ma la natura giuridica dell’istituto «titolo di credito» non muta in quanto si è modificato solo il mezzo attraverso il quale il diritto circola e nel quale è incorporato. Per il Notariato, quindi, aderendo a quest’ultima tesi, possono essere conferiti in fondo patrimoniale gli strumenti finanziari solo ed esclusivamente ove reputati o definiti in origine quali titoli di credito.

La pubblicità del vincolo. Secondo il Notariato i titoli di credito cartolari possono essere conferiti in fondo patrimoniale qualora il vincolo di destinazione impresso possa esser reso pubblico in modo adeguato, pertanto il problema risiede nella valutazione della compatibilità tra la ratio dell’art.167 c.c. e lo statuto degli strumenti finanziari dematerializzati e in particolare l’adeguatezza della pubblicità. In proposito, si osserva che l’introduzione del sistema della dematerializzazione impone il ricorso ad un intermediario autorizzato, il quale dovrà, allo scopo di rendere conoscibile l’imposizione di un tale vincolo di destinazione a tutela delle esigenze familiari, aprire determinati conti destinati a registrare detto limite alla fruizione dello strumento finanziario interessato. Ed è proprio tale pubblicità che viene ritenuta idonea ai sensi dell’art.167, ult. c. c.c.

Il discrimine tra i titoli che possono essere conferiti in fondo patrimoniale e quelli che non possono esserlo, è rappresentato, in pratica, dalla capacità del titolo di fornire pubblicità idonea al vincolo di destinazione ad esso impresso. Detta interpretazione adegua l’istituto del fondo patrimoniale alle nuove modalità circolatorie degli strumenti finanziari, consentendo ai coniugi una maggiore scelta dei titoli sui quali il vincolo di destinazione può essere utilmente imposto nell’ottica del soddisfacimento dei bisogni della famiglia.

In linea con quanto esposto, poi sono impiegabili nel fondo, nella forma dematerializzata, gli strumenti finanziari rappresentati da titoli immessi in una gestione accentrata, le quote di partecipazione a fondi comuni di investimento, nonché le azioni di società ed i titoli di stato decartolarizzati.

Non sussiste, infine, un generale obbligo di reimpiego del ricavato, dalla vendita degli strumenti finanziari dematerializzati, conferiti in fondo, con un reinvestimento in altri titoli, tuttavia, al fine di rendere opponibile ai terzi l’atto, ci si può avvalere dell’art. 83-octies del Tuf.

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