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Fondo patrimoniale inefficace

Fondo patrimoniale inefficace anche se costituito prima della revoca degli affidamenti da parte dell’istituto di credito: lo ha chiarito la Cassazione nell’ordinanza 20376/2015.

A parere del collegio giudicante infatti «ai fini dell’azione revocatoria, l’atto di costituzione del fondo patrimoniale è atto a titolo gratuito – e, come tale, revocabile sulla base della mera conoscenza del pregiudizio arrecato ai creditori»; tra l’altro non deve essere sottaciuto che «l’esercizio dell’azione presuppone la sola esistenza del debito e non anche la sua concreta esigibilità».

Con queste argomentazioni i giudici di legittimità hanno rigettato il ricorso presentato da una coppia di coniugi che, nel veder accolta in secondo grado la revocatoria del fondo patrimoniale, costituito antecedentemente rispetto ai debiti contratti con l’istituto di credito, aveva lamentato la violazione e falsa applicazione dell’art. 2901 c.c. circa le condizioni utili per il corretto esercizio dell’azione revocatoria, nonché l’omessa motivazione.

Nel superare l’obiezione contenuta nel ricorso in merito all’anteriorità dell’atto di costituzione del fondo rispetto alla lettera di revoca degli affidamenti, gli ermellini hanno ricordato come «l’azione revocatoria ordinaria presuppone, per la sua esperibilità, la sola esistenza di un debito e non anche la sua concreta esigibilità»; l’acquisto della qualità di debitore del fideiussore nei confronti del creditore procedente deve dunque farsi risalire al momento della nascita del credito: è ad esso che occorre far riferimento per stabilire se l’atto pregiudizievole sia anteriore o successivo al sorgere dello stesso.

Quindi «una volta prestata fideiussione in relazione alle future obbligazioni del debitore principale gli atti dispositivi del fideiussore successivi alla prestazione della fideiussione medesima, se compiuti in pregiudizio delle ragioni del creditore, sono soggetti alla predetta azione ai sensi dell’art. 2901, n. 1, prima parte, cod. civ., in base al solo requisito soggettivo della colpevolezza del fideiussore (e, in caso di atto a titolo oneroso, del terzo) di arrecare pregiudizio alle ragioni del creditore (scientia damni)».

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