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Fondo per la ripresa, Paesi Ue ancora distanti ma si tratta

A poco più di una settimana dal prossimo vertice europeo, dedicato in gran parte alle trattative su un nuovo bilancio comunitario, alcuni paesi continuano ad affilare le armi e a difendere strenuamente le loro posizioni, almeno in pubblico. Tuttavia, si respira cautissimo ottimismo, e l’obiettivo è di trovare un accordo entro luglio. Intanto le dimissioni di Mário Centeno da ministro delle Finanze in Portogallo hanno aperto la corsa alla successione per la guida dell’Eurogruppo.

Una riunione dei ministri delle Finanze europei, presieduta dalla Croazia, è stata ieri l’occasione per misurare la temperatura del negoziato, anche se la trattativa non riguarda direttamente i dicasteri economici (è in mano ai ministri degli Affari europei). In una conferenza stampa ieri, il ministro delle Finanze croato Zdravko Maric ha riferito delle perduranti divergenze di veduta tra i paesi membri, ma ha anche notato che la discussione, tutta concentrata sul Fondo per la Ripresa, è stata «utile».

La Commissione europea ha proposto di associare al bilancio comunitario 2021-2027 un Fondo per la Ripresa da finanziare con emissioni dello stesso esecutivo comunitario per un totale di 750 miliardi di euro. Secondo la proposta di Bruxelles, 500 miliardi dovrebbero essere distribuiti sotto forma di sovvenzioni, e 250 miliardi sotto forma di prestiti. Il dossier è ora negoziato a livello diplomatico, in vista di un vertice il 19 giugno. Un altro summit si intravede ufficiosamente il 9 luglio.

La discussione riguarda la quota di sovvenzioni e prestiti, la chiave di distribuzione del denaro, l’ammontare del fondo. «Il pacchetto non è accettabile per noi in termini di volume, ma anche in termini di contenuto», ha detto il ministro delle Finanze austriaco, Gernot Blümel. «Dobbiamo sapere come e da chi verrà rimborsato il debito» previsto con «le sovvenzioni», ha aggiunto, ritenendo la scelta di concedere principalmente aiuti «una valutazione sicuramente sbagliata» da parte di Bruxelles.

Dal canto suo, in un documento che il governo ha inviato in Parlamento,l’Olanda ha messo l’accento sulla necessità di legare il denaro comunitario a nuove riforme. L’Aja nota che secondo la proposta comunitaria i fondi non sono sufficientemente legati alle necessità di investimento che derivano dalla pandemia, ma sono piuttosto legati a carenze pregresse negli investimenti. Critiche sono giunte anche dall’Ungheria, che ha definito il Fondo «su misura per aiutare i paesi del Sud», e dall’Estonia.

A dispetto dei toni pubblici, in privato alcuni diplomatici notano posizioni più morbide. Il governo danese ha pubblicato una sua nuova proposta di bilancio comunitario. Secondo il quotidiano Jyllands-Posten, Copenhagen chiede di ridurre la quota di sovvenzioni previsto nel Fondo per la Ripresa (in precedenza era contraria alla sola idea che i sussidi fossero contemplati) e non è più arroccata sulla richiesta di limitare il bilancio 2021-2027 all’1% del reddito nazionale lordo.

«Vi è una ampia e chiara maggioranza di paesi che ritiene la proposta dell’esecutivo comunitario una buona base di partenza del negoziato», ha riassunto sempre ieri il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, alla fine della riunione dei ministri finanziari. Il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz ha notato «lo spirito costruttivo da parte di tutti» (l’approvazione del bilancio richiede l’accordo unanime dei Ventisette.). Berlino assumerà la presidenza dell’Unione il 1° luglio.

«Anche se permangono differenze tra i vari paesi che non sono piccole, ho l’impressione che tutti abbiano la volontà di raggiungere un accordo in breve tempo», ha aggiunto il ministro tedesco. Una possibilità è venire incontro ai paesi più riottosi riducendo l’ammontare, possibilmente dei prestiti, e quindi nei fatti la taglia del bilancio. Dal canto suo, il ministro dell’Economia italiano Roberto Gualtieri ha difeso l’impianto della proposta comunitaria e in particolare la presenza di sovvenzioni.

Intanto proprio ieri il ministro delle Finanze portoghese Centeno si è dimesso, lasciando nei fatti anche la carica di presidente dell’Eurogruppo, peraltro a fine mandato. Tra i possibili successori si fanno i nomi della spagnola Nadia Calviño, del lussemburghese Pierre Gramegna e dell’irlandese Paschal Donohoe. Una scelta potrebbe avvenire in luglio. L’ormai ex ministro Centeno potrebbe candidarsi alla carica di governatore della banca centrale, secondo la stampa portoghese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Beda Romano

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