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Fondo di garanzia, mancano già risorse fino a 4-5 miliardi

Come da attese, il decreto legge Rilancio rifinanzia le misure per la liquidità con 30 miliardi per le garanzie statali fornite tramite la Sace e con 3,95 miliardi per il Fondo di garanzia Pmi. Nel frattempo però calcoli e stime sono completamente cambiati e solo per il Fondo, secondo il Consiglio di gestione, sulla base del trend delle domande potrebbero servire fino a 8-9 miliardi. La rischiosità dei prestiti garantiti ha portato a una percentuale di risorse pubbliche da accantonare a copertura molto alta, superiore alle aspettative iniziali: 30% per le garanzie al 100% fino a 25mila euro; tra il 9 e l’11% per le altre. E con le attuali risorse la promessa del governo di attivare tramite il Fondo 100 miliardi di finanziamenti garantiti sembra già irrealizzabile.

Nonostante le evidenti difficoltà nell’applicazione della norma e gli ostacoli di singole banche, messi in evidenza ad esempio dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, il flusso è in salita. Nella seduta di oggi il gestore Mediocredito centrale sottoporrà al Consiglio di gestione 73.111 operazioni, di cui 70.321 di importo non superiore a 25mila euro (le operazioni deliberate erano state 1.449 il 21 aprile per poi salire costantemente: 14.661 nella seduta dell’8 maggio, 20.027 il 12 maggio e 44.572 il 15). A poco più di un mese dall’entrata in vigore del decreto liquidità, e in attesa dell’accredito delle risorse del Dl rilancio, il Consiglio oggi si troverà tecnicamente nella situazione di approvare le domande contando sulle risorse rientrate da vecchie operazioni.

Le domande sono oltre 20mila al giorno, in ogni seduta (ce ne sono due a settimana) si accantonano all’incirca 300 milioni di euro. In particolare, per i prestiti sotto i 25mila euro si viaggia su garanzie medie molte alte, intorno ai 21mila euro, in gran parte richieste dai settori della ristorazione e del commercio. Il contatore del Fondo ieri segnalava 247.423 domande totali pervenute tra il 17 marzo e il 17 maggio (il 99% riferite alle norme dei decreti Cura Italia e Liquidità), per un totale di 11,4 miliardi di finanziamenti richiesti. In particolare, si riferiscono alle operazioni fino a 25mila euro 218.295 domande e finanziamenti per 4,6 miliardi.

Alla luce delle richieste i tecnici valutano tre scenari da qui a fine anno, trasmessi al ministero dello Sviluppo. In quello con il trend più sostenuto, con 300-400mila domande al mese, servirebbero tra 4 e 5 miliardi in più rispetto all’attuale dote composta da disponibilità residue libere da impegni (erano 800 milioni dieci giorni fa ma si sono già assottigliate), risorse del Dl Liquidità e del Dl 9/2020 (1,8 miliardi) e fondi aggiunti adesso nel Dl Rilancio (3,95 miliardi). In uno scenario intermedio mancherebbero all’appello poco meno di 3 miliardi. Solo nell’ipotesi in cui le domande calassero sensibilmente, magari anche per l’effetto sostitutivo dei contributi a fondo perduto sui quali molti piccoli imprenditori punteranno per evitare di fare nuovo debito, il fabbisogno netto sarebbe inferiore al miliardo di euro.

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