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Fondo di garanzia, da domani pronto a ricevere le richieste

Il fondo di garanzia per le Pmi sarà pronto a ricevere le domande per le garanzie sui finanziamenti da 25mila euro a partire da domani. Alla data del 17 aprile sarà stata adeguata la piattaforma informatica con i relativi codici per poter ricevere le domande da parte delle banche.

La platea dei potenziali aventi diritto al finanziamento è stata stimata in circa 2,5 milioni di soggetti e la speranza è che non si riversino tutti contemporaneamente sul sistema bancario perché altrimenti il rischio di mandare in tilt temporaneamente siti, numeri telefonici e mail non è remoto. La data è emersa dalla riunione della task force tra ministeri, Abi, Mcc, Banca d’Italia e Sace.

Non c’è ancora visibilità, invece, sui tempi nei quali sarà invece operativa la piattaforma per la garanzie fornite da Sace. Qui l’attività per dare forma alle nuove garanzie previste dal decreto Liquidità è ancora in pieno svolgimento. Nella tarda serata di martedì l’Abi ha ricevuto la bozza di disciplinare dalla Sace che poi doveva passare al vaglio di tutte le banche per verificare la compatibilità del testo con le norme operative e procedurali degli istituti di credito. La deadline per le osservazioni delle banche era stata fissata alle 15 di ieri. Non sono state rilevate particolari criticità, ma le osservazioni riguardano soprattutto aspetti di compliance, ovvero la compatibilità rispetto ai profili legali e di responsabilità che dunque non sono questioni secondarie. Una volta recepite tutte le indicazioni, Sace dovrà rimettere mano al testo per recepire e rendere omogeneo quanto segnalato. Solo a valle di questo percorso potrà essere adeguata la piattaforma di Sace per consentire alle banche di inviare le richieste di garanzie sui finanziamenti. I tempi non sono chiari ed è probabile che si vada finire almeno alla prossima settimana. Ieri intanto si è tenuta la prima riunione del comitato esecutivo dell’Abi dopo l’approvazione del decreto Liquidità. Come emerge anche dalle due note diffuse in mattinata i banchieri, pur condividendo l’obiettivo del decreto di dare ossigeno alle imprese, hanno stigmatizzato le modalità comunicative prescelte dall’Esecutivo, che ha lasciato intendere l’immediata erogazione dei fondi scaricando buona parte delle oneri per mettere in moto il sistema sugli istituti di credito. Il comitato ha espresso grande apprezzamento per l’impegno di tutto il personale delle banche in questa fase. E ha «sottolineato le difficoltà nelle quali le banche si trovano a operare: le dichiarazioni di immediata disponibilità nelle forme di anticipazione di liquidità non hanno tenuto infatti in conto degli adempimenti, non dipendenti dalle banche, non sempre ancora completati e che impediscono alle banche di attuare, fino ad ora, le misure di liquidità che necessiterebbero di semplificazioni. Le banche per poter operare nel rispetto della legge e della sana e prudente gestione hanno necessità di avere certezze giuridiche su strumenti e modalità operative». Sul tema è intervenuto anche il dg, Giovanni Sabatini il quale ha confermato che Sace ha definito «nelle ultime ore gli aspetti procedurali e documentali» e ha chiesto le valutazioni alle banche. Mentre per il fondo si è in attesa «dell’attivazione delle procedure di trasmissione delle domande».

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