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Il fondo Cvc vuole Toshiba Tokyo: sicurezza nazionale

Il fondo di private equity britannico Cvc Capital Partners ha lanciato un’offerta sul gruppo giapponese Toshiba, che secondo il principale quotidiano economico giapponese Nikkei sarebbe valutato 2.300 miliardi di yen (circa 20 miliardi di euro). La conglomerata giapponese ha confermato di aver ricevuto «una proposta iniziale» che sarà discussa immediatamente dal consiglio di amministrazione. Le prime indiscrezioni sull’operazione erano apparse sul quotidiano Nihon Kedizai Shimbun.

Sottolineando che la notizia «non si basa su una comunicazione di Toshiba», il gruppo nipponico ha confermato che «l’offerta iniziale è giunta ieri (in data 6 aprile ndr.) ». Immediata la reazione in Borsa del titolo, salito del 18,28% a 4.530 yen (34,73 euro). L’offerta di Cvc rappresenta infatti un premio del 30% sull’attuale valore delle azioni della società quotata a Tokyo. Il quotidiano finanziario Nikkei ha rivelato inoltre che Cvc prenderebbe in considerazione la possibilità di reclutare altri investitori per partecipare all’acquisizione. Toshiba intende «chiedere ulteriori chiarimenti» e prepararsi «a un’attenta considerazione» dell’offerta sulla quale «farà un ulteriore annuncio a tempo debito». Secondo gli analisti, alla base della strategia del colosso finanziario britannico ci sarebbe la volontà di rendere Toshiba privata in modo da influenzarne drasticamente la struttura di corporate governance e accelerare i suoi processi decisionali, visti dal mercato e dagli investitori come farraginosi e non più in linea con le esigenze del mercato globale.

Il presidente di Toshiba, Nobuaki Kurumatani ha spiegato alla stampa che i vertici del gruppo «discuteranno l’offerta in una riunione del consiglio» in corso di giornata. Peraltro, in base alla normativa vigente, un’offerta di una società non giapponese dovrebbe essere approvata dal governo di Tokyo per motivi di sicurezza nazionale, dal momento che l’azienda gestisce anche attività nel settore dell’energia nucleare.

Toshiba è stata in passato colpita da accuse di falso in bilancio e da forti perdite legate alla sua unità nucleare statunitense. È stata costretta a vendere la sua attività di chip per compensare i passivi. Dopo una dolorosa ristrutturazione, i suoi utili sono rimbalzati e la società a gennaio è tornata nella prestigiosa prima sezione della Borsa di Tokyo. Toshiba — ricordiamolo — è stato a lungo considerata come uno dei marchi più rispettati del Giappone, ma negli ultimi anni i numerosi scandali ne hanno offuscato l’immagine. Nel 2015 ha riconosciuto di aver falsificato sistematicamente i suoi libri contabili mentre i manager cercavano di raggiungere obiettivi troppo ambiziosi.

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