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Fondo crediti alleggerito solo nei bilanci preventivi

Il nuovo sistema contabile partirà dal 1° gennaio 2015 con un accantonamento a fondo crediti di dubbia esigibilità più graduale; è inoltre esteso fino a 30 anni l’orizzonte temporale per la copertura dell’eventuale disavanzo da riaccertamento straordinario. Le novità sono state introdotte alla Camera con gli emendamenti al disegno di legge di stabilità.
Sul fronte del fondo crediti di dubbia esigibilità da stanziare nel preventivo, è ridotta la percentuale minima di accantonamento e viene introdotta una maggiore gradualità nell’applicazione del principio. Nel 2015, gli enti locali che non hanno effettuato la sperimentazione contabile sono infatti tenuti a stanziare a tale titolo almeno il 36 per cento (anziché il 50) dell’importo quantificato nel prospetto riguardante il fondo crediti dubbia esigibilità da allegare al bilancio di previsione, mentre per gli sperimentatori tale percentuale sarà del 55 per cento.
Nelle annualità successive le percentuali di accantonamento al fondo saranno le stesse per tutti gli enti: nel 2016 lo stanziamento minimo sarà del 55 per cento, nel 2017 almeno del 70 per cento, nel 2018 almeno dell’85 per cento e nel 2019 dovrà essere accantonato l’intero importo. Le stime sono state effettuate sulla base del valore medio determinabile secondo le tre diverse modalità di calcolo previste nell’appendice tecnica allegata al principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria di cui al Dlgs 118/11.
Le nuove regole non consentiranno comunque di alleggerire il concorso degli enti locali al contenimento della spesa pubblica. L’accantonamento al fondo crediti dubbia esigibilità da calcolare in sede di rendiconto di esercizio resta infatti commisurato alla percentuale di riscossione dei residui attivi negli ultimi cinque anni. Ciò significa che, pur potendo stanziare cifre minori nel bilancio di previsione, con il consuntivo dovranno essere reperite le risorse per mettere in sicurezza l’intero ammontare dei propri crediti.
Inoltre, a fronte della maggiore gradualità consentita nel calcolo degli accantonamenti a fondo crediti dubbia esigibilità da stanziare nel preventivo risultano appesantivi gli obiettivi di Patto di stabilità interno (si veda l’articolo sotto).
Altra novità riguarda il disavanzo di amministrazione che dovesse verificarsi con riferimento al riaccertamento straordinario dei residui al primo gennaio 2015, che sarà possibile risanare in non più di 30 esercizi a quote costanti, anziché in 10 come previsto dal Dlgs 126/14. La copertura del disavanzo da riaccertamento straordinario in trenta anni è estesa anche agli sperimentatori.
Sulla base dei rendiconti 2014 e dei dati che scaturiranno dalle delibere di riaccertamento straordinario dei residui al primo gennaio 2015 saranno definiti i tempi di copertura del maggiore disavanzo, secondo modalità differenziate in considerazione dell’entità del fenomeno e dell’entità demografica e di bilancio degli enti.
A preoccupare per la costruzione degli equilibri 2015 è anche il taglio di risorse del fondo di solidarietà comunale: è confermata l’ulteriore riduzione di 1,2 miliardi, anche se viene meno l’obbligo di raggiungere gli equilibri di bilancio solo attraverso una riduzione di spesa.
I proventi derivanti dagli oneri concessori potranno essere utilizzati nel 2015 per il finanziamento della spesa corrente, secondo le regole attualmente vigenti.
Sul fronte delle spese di giustizia, i Comuni non dovranno più anticipare le spese di funzionamento dei tribunali a decorrere dal primo settembre 2015.
Al fine di agevolare il rispetto dei tempi di pagamento nel 2015 sarà inoltre possibile ricorrere all’anticipazione di tesoreria nel limite di cinque (anziché tre) dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno precedente.

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