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Fondo con effetto moltiplicatore

Bruxelles rilancia sul futuro dell’Europa. La Commissione Ue ha deciso di fare leva sull’effetto moltiplicatore per ridare slancio agli investimenti offrendo garanzie finanziarie pubbliche per attirare capitali privati. Un gioco, questo, capace di muovere almeno 315 miliardi di euro entro i prossimi tre anni per ridare slancio all’economia del Vecchio continente. Soprattutto alle piccole e medie imprese, destinatarie di 75 miliardi di euro di nuovi investimenti. Il piano della Commissione europea, presentato nei giorni scorsi a Bruxelles, dovrà restituire al Vecchio continente parte di quello smalto economico andato in fumo durante l’ultima crisi finanziaria. I dati hanno l’aspetto di un bollettino di guerra. Dal 2007 a oggi gli investimenti nei principali Paesi europei hanno fatto segnare una contrazione senza precedenti. Se in media il calo è stato del 15%, ci sono Paesi dove le cose sono andate molto peggio: -25% in Italia, -36% in Portogallo, -38% in Spagna, -39% in Irlanda mentre in Grecia il crollo degli investimenti ha toccato il 64%. Di qui, l’idea della Commissione di aumentare la capacità di rischio utilizzando i fondi pubblici per incoraggiare i promotori dei progetti e attirare finanziamenti privati a favore di progetti di investimento validi che altrimenti non sarebbero stati realizzati. Garantendo così un uso ottimale delle risorse pubbliche. Il piano messo in piedi da Bruxelles prevede la creazione di un nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici che coprirà il rischio (sia pubblico che privato) associato agli investimenti a lungo termine e agevolerà l’accesso ai finanziamenti del rischio per le piccole e medi imprese e per le imprese a media capitalizzazione. Tutto questo, accompagnato, a livello nazionale, da un uso più strategico dei fondi strutturali e di investimento europei. «Nell’ambito del bilancio Ue sarà costituita, a sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici, una garanzia di 16 miliardi di euro», hanno spiegato dalla Commissione. «La Bei (Banca europea per gli investimenti) impegnerà 5 miliardi di euro. Il fondo disporrà quindi di una capacità iniziale considerevole (21 miliardi), ma col tempo potrà anche ampliare ulteriormente le sue attività». In base al programma, la garanzia dell’Ue sarà coperta dai fondi comunitari attualmente disponibili nell’ambito del margine di flessibilità del bilancio dell’Unione, del Meccanismo per collegare l’Europa e del programma Orizzonte 2020. «Grazie al nuovo piano, l’impatto dei fondi Ue esistenti sull’economia reale sarà moltiplicato rispetto ai risultati che sarebbero stati altrimenti ottenuti», hanno spiegato gli esperti. «Tutti gli interventi saranno infatti coperti da procedure consolidate di autorizzazione degli aiuti di stato. Il ruolo del fondo consiste nel garantire una maggiore capacità di rischio e nel mobilitare investimenti aggiuntivi, da fonti soprattutto private, ma anche pubbliche, in settori e aree specifici». Secondo le stime della Commissione, dunque, il fondo potrebbe raggiungere un effetto moltiplicatore complessivo di 1 a 15 in termini di investimenti nell’economia reale grazie alla sua capacità di rischio iniziale, che consentirà di offrire finanziamenti aggiuntivi e di attirare un maggior numero di investitori. Questo significa che un euro di copertura del rischio da parte del fondo sarà in grado di generare in media 15 euro di investimenti nell’economia reale che altrimenti non sarebbero stati realizzati. Il Fondo europeo per gli investimenti strategici sosterrà investimenti di rilevanza europea nelle infrastrutture, in particolare la banda larga e le reti energetiche, nelle infrastrutture di trasporto, specialmente in agglomerati industriali, nell’istruzione, nella ricerca e nell’innovazione, nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica senza pre-assegnazioni tematiche o geografiche. Le attività in questi settori saranno complementari alle attività più tradizionali della Bei e ai programmi dell’Ue già in corso, come il Meccanismo per collegare l’Europa (per gli investimenti infrastrutturali) e Orizzonte 2020 (per l’innovazione e la R&S). In linea di massima, il Fondo europeo per gli investimenti strategici fornirà una maggiore copertura del rischio associato ai diversi progetti, promuovendo gli investimenti privati nei segmenti più sicuri. Ma non solo. Il Fondo contribuirà a sostenere il finanziamento del rischio per le piccole e medie imprese e per le imprese a media capitalizzazione, avvalendosi, del Fondo europeo per gli investimenti (Fei). Questo dovrebbe consentire di superare la carenza di capitali mediante un aumento degli investimenti diretti in capitale proprio e garanzie supplementari per una cartolarizzazione di elevata qualità dei prestiti. «Il Fei vanta una notevole esperienza in questo tipo di attività. Il Fondo europeo per gli investimenti strategici dovrebbe quindi servire a potenziare le attività del Fei e, di conseguenza, a creare nuovi canali per lo sviluppo delle attività delle banche di promozione nazionali in questo settore», hanno spiegato dalla Commissione.

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