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Fondiaria Sai torna a fare profitti

L’offerta di Sator e Palladio è arrivata sul tavolo del consiglio di amministrazione di Fondiaria Sai e dopo un serrato confronto il board ha deciso di aggiornarsi a nuova seduta. Che si terrà, con ogni probabilità, nei primi giorni della prossima settimana, tra martedì e mercoledì. Così facendo il cda ha di fatto deciso di attendere la valutazione sul tema del comitato degli indipendenti. Il passaggio dell’offerta dei due fondi sotto la lente degli indipendenti, per un parere composito che tenesse conto sia del piano Unipol sia dell’alternativa Arpe-Meneguzzo, non era così scontato. Questa formula è indispensabile solo nel caso in cui debba essere votata un’operazione con parti correlate, come nel caso Unipol, mentre non lo sarebbe per la proposta Sator-Palladio. Nonostante questo, visto il contesto assai complicato, il cda ha deciso comunque di attendere il parere super partes. Il gruppo indipendenti da ieri conta un componente in meno, Valentina Marocco si infatti è dimessa, ed è composto da Roberto Cappelli, Enzo Mei, Salvatore Militello e Salvatore Bragantini. A loro spetterà dunque mettere a confronto le due differenti proposte e relazionare al consiglio, che avrà l’ultima parola.
Riguardo all’opzione Unipol, sembra essere ormai stato raggiunta un’intesa di massima rispetto a un rapporto di concambio che veda Ugf con il 62% della nuova entità aggregata. Su questo valore, come confermato ieri dal consulente di Premafin Maurizio Dallocchio, starebbero convergendo le parti e il dato sarebbe di fatto maturato come valore medio tra la soglia inferiore del range di concambio individuato da Unipol (più o meno 64%-70%) e la soglia superiore segnalata dagli advisor di FonSai (54%-59%). L’opzione non è ancora passata al vaglio del cda di Unipol che aspetterà, per asseverare l’accordo, l’eventuale via libera del consiglio FonSai.
Gli indipendenti dovranno poi commentare, nella loro relazione, anche l’offerta Sator e Palladio. Una proposta sulla quale, però, le banche creditrici di Premafin continuano a opporre il proprio no. Prima è stata Mediobanca a commentare negativamente quindi, ieri, è toccato a UniCredit. L’ad dell’istituto, Federico Ghizzoni, ha dichiarato: «Penso che sia pericoloso rimandare la soluzione. Noi siamo determinati ad andare avanti sulla strada nota, stiamo lavorando sull’ipotesi Unipol. Anche oggi il nostro consiglio ha approvato la ristrutturazione del debito di Premafin che è propedeutica all’avvio dell’operazione nel suo complesso».
Nel frattempo, ieri, sia il cda di Fondiaria che quello di Unipol hanno approvato i dati del trimestre. FonSai è tornata in utile mentre il margine di solvibilità, seppure molto rafforzato, resta sotto la soglia di guardia. La cura inizia a funzionare ma il riassetto rimane urgente. Nel dettaglio, la compagnia ha comunicato un profitto consolidato di 73,5 milioni, contro le perdite per 24,9 milioni del primo trimestre 2011. La raccolta premi è scesa del 16,5% a 2,49 miliardi, con una frenata del 6,1% nei danni (a 1,63 miliardi) e del 31,1% nel vita (a 859 milioni). I danni hanno registrato un utile prima delle imposte per 70,6 milioni (perdita per 24,8 milioni al 31 marzo 2011). Nel vita l’utile ante imposte è di 59,8 milioni (9,7 milioni a fine marzo 2011). Il margine di solvibilità consolidato ha mostrato un indice di copertura in rimonta dal 78,2% di fine dicembre al 91,6%, mentre il combined ratio è sceso sotto 100 al 99,1% e sono presenti disponibilità liquide per 940 milioni.
Unipol ha a sua volta approvato i risultati del primo trimestre: l’utile è più che raddoppiato a 71 milioni, con un margine di solvibilità pari a 1,5 volte il minimo regolamentare. I premi netti sono scesi da 2,36 a 1,58 miliardi, dopo la cessione di Bnl Vita. Il combined ratio dei rami danni si è attestato al 93,1% dal 100,3% e «migliorerà ancora di qualche decimale», come ha spiegato l’amministratore delegato, Carlo Cimbri. Il manager ha poi ribadito che se non andrà in porto il progetto FonSai non ci sarà «un aumento di capitale». Infine, Cimbri ha chiarito che Unipol ha in portafoglio titoli strutturati semplici per circa 2,4 miliardi di euro e titoli strutturati più complessi per 1,1 miliardi e su questi, «a valori di mercato», è calcolabile una minusvalenza di 620 milioni.

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