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Fondi Ue: tesoretto da 100 mld. Online la bussola per scovarlo

Cento miliardi di euro. A tanto ammonta il tesoretto di finanziamenti stanziati dall’Unione europea nel quinquennio 2007-2013 per aiutare la crescita delle piccole e medie imprese mediante garanzie, prestiti e capitale di rischio. Un mare di contributi, andati spesso inutilizzati a causa della scarsa informazione che ruota attorno al sistema di contribuzione comunitaria e al ridotto numero di intermediari indicati da Bruxelles come partner strategici per lo sviluppo delle pmi europee. Ed ecco allora che la Commissione europea è corsa ai ripari, lanciando un portale unico dove andare a reperire indicazioni pratiche per consentire alle imprese di tutta Europa di accedere con più facilità a tutti i fondi pubblici disponibili, compresi quelli strutturali come il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo. «Le nuove informazioni disponibili online raddoppieranno il numero di banche e fondi partner, portandole a oltre mille e rafforzeranno ulteriormente una fonte d’informazioni essenziale per il finanziamento delle pmi mediante garanzie, prestiti e capitale di rischio», hanno spiegato dalla Commissione. «L’accesso ai finanziamenti è uno dei problemi più urgenti con cui si confrontano oggi le piccole e medie imprese visto che, negli ultimi due anni, quasi un terzo delle aziende che hanno richiesto un prestito bancario non l’ha ottenuto o ha ottenuto un importo inferiore». Di qui, la necessità di mettere a punto uno strumento capace di convogliare i finanziamenti disponibili sui soggetti che ne hanno davvero bisogno. «Una delle principali priorità della Commissione è semplificare e ridurre gli ostacoli che le aziende si trovano ad affrontare», ha spiegato Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea. «In questo contesto, l’integrazione dei Fondi strutturali dell’Ue nel portale unico rappresenta un importante caposaldo. Al tempo stesso, bisogna incoraggiare gli Stati membri e le regioni a utilizzare questi strumenti finanziari in quanto capaci di rafforzare gli effetti della politica di coesione, fungendo da catalizzatori di investimenti di cruciale importanza, necessari per fornire un impulso all’economia europea e creare occupazione».

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