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Fondi Ue per l’occupazione, pronti 27,4 miliardi per l’Italia

L’ultimo via libera del Consiglio dovrebbe arrivare a metà settembre. La Commissione europea ha formalizzato ieri le proposte per la concessione di un sostegno finanziario agli Stati membri per la protezione dei lavoratori attraverso il meccanismo Sure: 81,4 miliardi per 15 Paesi. L’Italia, primo beneficiario, riceverà prestiti a tassi molto agevolati per 27,4 miliardi. «Grazie a questo finanziamento realizzato attraverso l’emissione di titoli comuni europei — ha spiegato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri — il risparmio per le casse dello Stato nell’arco dei 15 anni di maturità può essere stimato in oltre 5 miliardi e mezzo di euro».

Lo schema Sure, promosso dal commissario all’Economia Paolo Gentiloni («fiero dei nostri sforzi per proteggere i lavoratori e i posti» ha twittato ieri) e dal titolare del Lavoro Nicolas Schmit, è una delle tre reti di sicurezza di emergenza messe a punto dal Consiglio europeo per fare fronte alla crisi economica scatenata dalla diffusione del coronavirus. L’Italia aveva fatto richiesta dei fondi Sure il 7 agosto scorso. Nella proposta si legge che la Commissione ha tenuto conto dei «bisogni esistenti e attesi» dell’Italia e sono elencate le misure adottate da Roma. I fondi serviranno per finanziare la cassa integrazione, per le indennità per gli autonomi, per i collaboratori sportivi, i lavoratori domestici e intermittenti, per il congedo parentale, i voucher baby sitter, per le misure per i disabili e per il credito di imposta sanificazione. Per il ministro Gualtieri «è un apprezzamento alle politiche messe in campo in questi mesi dal governo per la salvaguardia dei livelli occupazionali, che sono state ritenute importanti e degne di essere pienamente sostenute» e che «sono pressoché integralmente finanziate». L’esborso è previsto in dieci rate che potranno includere diverse tranche. Il tasso di interesse dipenderà dalle condizioni di mercato. La maturità media del debito sarà di 15 anni. Al momento non c’è una data precisa per l’erogazione dei fondi perché prima è necessario che sia finalizzato il sistema delle garanzie (le somme che i Paesi Ue devono stanziare per consentire alla Commissione di raccogliere i capitali sul mercato emettendo bond). Non tutti lo hanno già fatto. «Una volta che tutti gli Stati membri avranno sottoscritto i rispettivi accordi bilaterali di garanzia con la Commissione», ha spiegato la portavoce Marta Wieczorek, allora Sure diventerà effettivo.

Le richieste di Portogallo e Ungheria sono allo studio di Bruxelles, mentre la Francia non farà domanda. Seconda beneficiaria di Sure è la Spagna con 21,3 miliardi, terza la Polonia con 11,2 miliardi.

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