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Fondi Ue, c’è un buco da 9 mld

L’Unione europea ha bisogno di altri 9 miliardi di euro per rispettare gli impegni presi per quest’anno, tra l’altro, con il programma Erasmus e sulla politica di coesione. Non un solo euro per Bruxelles. Tutto andrà per studenti, ricercatori, la politica regionale, le piccole e medie imprese. È quanto annunciato dal commissario europeo al Bilancio, Janusz Lewandowski, a margine della riunione della Commissione che ha adottato un bilancio rettificativo per rispettare i propri obblighi giuridici nei confronti dei beneficiari di fondi Ue, in linea con la dichiarazione congiunta del Consiglio e del Parlamento europeo avvenuta in occasione dell’adozione del bilancio Ue per il 2012. «Ora che dispone di un quadro più completo dell’esecuzione del bilancio nel 2012, la Commissione calcola che siano necessari 9 miliardi di euro supplementari per far fronte alle richieste di pagamento e rispettare gli obblighi contrattuali e giuridici, soprattutto nei settori fondamentali per la crescita e l’occupazione in Europa», si legge nel documento di Bruxelles. «Questo non vuol dire che la Commissione chiede più fondi, ma che gli Stati membri devono onorare i propri impegni, evitando di interrompere i versamenti a favore degli studenti che partecipano al programma Erasmus o gli esborsi destinati alle regioni più povere attraverso i fondi di coesione», ha assicurato il presidente della Commissione, José Manuel Barroso. «Questi pagamenti sono indispensabili per rilanciare la crescita e creare posti di lavoro in tutta l’Unione».

Alle parole di Barroso hanno fatto eco quelle di Lewandowski. «Ho segnalato più volte che i continui tagli al bilancio proposti creeranno, a termine, non pochi problemi», ha dichiarato il commissario per la programmazione finanziaria e il bilancio. «Ora i nodi sono venuti al pettine: la nostra situazione non ci permette di rispettare gli impegni assunti.

Il Consiglio e il Parlamento europeo dovranno assumersi le proprie responsabilità, visto che hanno votato un bilancio Ue inferiore alle necessità. Poiché la penuria di fondi colpisce soprattutto l’istruzione, la scienza e la ricerca, l’occupazione e lo sviluppo regionale, sono certo che non smentiranno quanto dichiarato in passato, cioè che l’Europa deve investire nella crescita, e che terranno pienamente fede alla loro dichiarazione congiunta facendo in modo che questo bilancio aggiornato sia approvato rapidamente.

Questo non è un bilancio rettificativo per le istituzioni Ue, ma un bilancio rettificativo per gli studenti, gli scienziati, le ong, le imprese e altri soggetti europei la cui situazione quotidiana dipende dal bilancio dell’Ue».

Secondo Bruxelles, il programma Erasmus avrebbe bisogno di altri 90 milioni di euro e rischia di dover ridurre drasticamente il numero di posti offerti agli studenti o l’entità delle borse di studio, con effetti particolarmente gravi per gli studenti provenienti da contesti familiari sfavoriti. Per i programmi di ricerca, la Commissione ha bisogno di altri 423 milioni di euro, in parte per effettuare i pagamenti in tempo ed evitare di dover versare interessi di mora. La parte rimanente di questi fondi supplementari coprirà i prefinanziamenti riguardanti progetti per i quali è già stato sottoscritto un accordo. Non rispettare le scadenze significherebbe rimandare l’avvio di progetti fondamentali per la futura competitività dell’Europa nel mondo globalizzato. Gli importi più elevati, tuttavia, sono quelli richiesti per le regioni europee nell’ambito della politica di coesione e dello sviluppo rurale, cioè circa 8,3 miliardi di euro di pagamenti supplementari. «L’incidenza di questo bilancio rettificativo sui contributi degli Stati membri dell’Ue sarà tuttavia ammortizzata dall’aumento delle entrate del bilancio comunitario provenienti da altre fonti: 3,1 miliardi di euro di entrate supplementari, principalmente sotto forma di ammende comminate nell’ambito della politica di concorrenza e di altre sanzioni pecuniarie», si legge nel documento della Commissione secondo cui l’incidenza netta per gli Stati membri ammonterebbe quindi a 5,9 miliardi di euro.

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