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Fondi Ue, accesso automatico

Passo in avanti (doppio) nell’accesso dei professionisti ai finanziamenti europei: da un lato, infatti, il comitato di sorveglianza sui fondi Ue ha accolto la richiesta dell’Adepp (Associazione degli Enti previdenziali privati) di aprire i bandi ai lavoratori autonomi, facendo chiarezza sul fatto che «non occorre modificare l’accordo di partenariato dei fondi Sie 2014-2020» per farli partecipare. E, dall’altro, è arrivato il via libera alla costituzione di un gruppo di lavoro su piccole e medie imprese (pmi) e professioni, con l’obiettivo, fra l’altro, di stimolare «il coordinamento tra i soggetti interessati sull’inserimento dei professionisti e dei lavoratori autonomi tra i beneficiari delle misure dei Por Fesr dedicate alla promozione e rafforzamento delle pmi, in quanto soggetti esercenti attività economica». È l’esito della riunione del Comitato con funzioni di sorveglianza e accompagnamento dell’attuazione dei programmi 2014-2020, ieri, a Roma, cui ha preso parte, insieme al direttore dell’Agenzia della Coesione territoriale Maria Ludovica Agrò, a nome dell’Adepp il delegato Giampiero Malagnino, che ricopre anche la carica di vicepresidente vicario dell’Enpam, Ente previdenziale di medici e odontoiatri. Ci si avvia verso una «maggiore efficienza», una volta superati i dubbi (riferiti da esponenti delle regioni) di alcuni rappresentati della Commissione europea, Dg Regio, concernenti l’applicazione immediata del comma 821 della legge di stabilità 2016 (208/2015, che ha sancito sotto il profilo normativo l’equiparazione dei liberi professionisti alle pmi) alla programmazione comunitaria 2014-2020, in quanto gli esponenti delle diverse categorie non erano stati espressamente previsti nell’accordo di partenariato dei fondi Sie 2014-2020. «Quattro-cinque regioni hanno legiferato correttamente», ha riferito Malagnino a ItaliaOggi, «le altre amministrazioni le solleciteremo e le coinvolgeremo nel gruppo di lavoro che istituiremo e con cui contiamo di avere buoni risultati il più velocemente possibile. Mi preme ricordare che, sul fronte dei finanziamenti europei, la cifra sul piatto è di 44 miliardi dell’Ue e 20 miliardi dell’Italia: non sono tutti per i liberi professionisti», tuttavia «avremo, comunque, a disposizione una bella somma da utilizzare al meglio». L’auspicio è il superamento di qualunque «difficoltà burocratica da parte delle regioni. E l’esempio calzante, uscito durante la riunione, è quello del mancato raddoppio della linea ferroviaria Bari-Barletta (dove è avvenuta la tragedia del 12 luglio, costata la vita a 23 persone, ndr), per il quale le risorse Ue sono state stanziate», ha concluso, «ma sono ferme».

Simona D’Alessio

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