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Fondi perduti per 20,8 miliardi Beneficiari a quota 7 milioni

L’impatto della pandemia senza precedenti ha richiesto un impegno finanziario senza precedenti. E ora fa una certa impressione sommare tutti i contributi a fondo perduto erogati dall’agenzia delle Entrate alle partite Iva negli ultimi 11 mesi per fronteggiare le difficoltà della crisi economica. In totale sono 20,8 miliardi gli aiuti liquidati per un numero complessivo di beneficiari che supera quota 7 milioni. È il bilancio tracciato dalla risposta del ministero dell’Economia, letta ieri dal sosttosegretario Claudio Durigon (Lega), all’interrogazione Pd (primo firmatario Gian Mario Fragomeli) in commissione Finanze alla Camera.

Come anticipato, il computo considera tutte le diverse forme di contribuzioni a fondo perduto a partire dal decreto Rilancio (Dl 34/2020) fino ad arrivare ai sostegni del Dl 41 e a quelli automatici già erogati in base al Sostegni-bis. Di fatto, può essere letta come una fotografia di come e dove la congiuntura economica negativa collegata alle chiusure e alle restrizioni per fronteggiare la pandemia ha colpito di più. Due dati in questo senso sembrano emblematici. L’ammontare maggiore di aiuti (4,9 miliardi) ha riguardato i servizi di alloggio e ristorazione, vale a dire quel settore di attività che più di tutti ha risentito delle limitazioni imposte a partire dal lockdown di marzo 2020 e poi con la ripartizione a colori delle Regioni in base all’andamento dei contagi. Subito dietro c’è il commercio all’ingrosso e al dettaglio (categoria in cui è associata anche la riparazione di autoveicoli e motocicli) con 4,6 miliardi erogati, ma che rappresenta il primo “ambito” per numero di operatori destinatari delle risorse (quasi 1,5 milioni). Mentre alla voce «attività professionali scientifiche e tecniche» risultano 746.512 beneficiari che hanno ricevuto 1,3 miliardi. Anche se va ricordato che le erogazioni ai professionisti con i contributi gestiti dalle Entrate (la fotografia diffusa ieri dal Mef non considera gli aiuti come i bonus Inps) sono iniziati per volontà legislativa solo con il decreto Sostegni della primavera 2021.

Scendendo nel dettaglio dei dati forniti, si nota come i contributi a fondo perduto del decreto Sostegni 1 e quelli automatici del Sostegni-bis abbiano riguardato per quasi l’80% microattività e professionisti con ricavi o compensi fino a 100mila euro. Si tratta di quasi 1,5 milioni di contribuenti (su un totale di 1,8) che hanno ricevuto bonifici o crediti d’imposta per complessivi 2 miliardi. A livello territoriale, la Lombardia è la regione con il maggior numero di beneficiari per gli aiuti del Sostegni-1: le partite Iva destinatarie dell’aiuto sono state oltre 303mila per un importo complessivo di un miliardo, ossia quasi un quinto del totale erogato. Subito dietro si piazza il Lazio con 195mila beneficari con bonifici o crediti d’imposta riconosciuti per 600 miliardi.

Nonostante i numeri in gioco, il bilancio resta ancora del tutto parziale. Da un lato, il Parlamento sta per reintrodurre il contributo destinato ad imprese e professionisti di maggiori dimensioni (ricavi o compensi da 10 a 15 milioni di euro), che era stato cancellato appena una settimana fa nel Dl 99/2021 (si veda l’articolo a lato). Dall’altro, è appena partita la possibilità di chiedere i sostegni alternativi o integrativi previsti dal Dl 73/2021, anche se la domanda con l’obbligo di indicare tutti gli aiuti Covid potrebbe disincentivare le richieste. Infine, mancano ancora le regole per il fondo perduto perequativo che si baserà sugli utili e sui risultati di bilancio.

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