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Fondi patrimoniali, registro immobiliare opponibile a terzi

Fondo patrimoniale, accettazione tacita dell’eredità, disciplina del condominio e pubblicità professionale: sono questi i quattro argomenti che i notai del Triveneto hanno prescelto per dare il via a un nuovo capitolo della codificazione degli orientamenti professionali, fino a oggi formulati solamente in materia societaria.
Ma se gli interventi in campo societario si sono «giustificati» in ragione della sostituzione del giudizio di legittimità dei tribunali con quello notarile, sancito con la legge 340/2000, e gli interventi in materia deontologica sono il “proprium” di un Ordine professionale (e quindi non «fanno impressione»), invece impressiona senz’altro il rilascio di «massime» in campo puramente civilistico.
Tradizionalmente le massime sono il sunto di sentenze e pertanto sono un materiale giurisdizionale, prodotto a valle di un contenzioso; e, quindi scontandone i tempi e la specificità. Se invece a produrre orientamenti sono professionisti animati dall’obiettivo di confezionare le carte in modo da essere un fattore di disinnesco di possibili futuri conflitti, le massime possono senz’altro diventare – lungi dall’essere osservate come un rischioso intervento a gamba tesa in un’altrui sfera di competenza – un momento sistematico di riflessione sui comportamenti da tenere, quali pillole di saggezza. In sostanza, possono aiutare a camminare al centro del sentiero e non sull’orlo del burrone: non più a valle di una lite, ma come matrice di una sistemazione di interessi che non dovrebbe presentare appigli per essere analizzata in un’aula di giustizia.
Vediamo dunque alcune di quelle rilasciate in tema di fondo patrimoniale, che intervengono su tematiche molto vive e attuali. Anzitutto, si sottolinea che la scelta del regime patrimoniale coniugale e la sottoposizione a vincolo di fondo patrimoniale sono due eventi soggetti a pubblicità diversa e che, pertanto, l’opponibilità ai terzi del vincolo impresso sugli immobili deriva dalle formalità eseguite nei registri immobiliari e non in quelli di Stato civile (la cui scritturazione è comunque un presupposto imprescindibile perché sussista il vincolo del fondo patrimoniale). In sostanza, si sostiene una tesi opposta a quella, notoriamente dominante in Cassazione, della esclusiva rilevanza della pubblicità nei registri di Stato civile.
Da questa posizione discende anche la conseguenza che ogni qualvolta si «inserisca» un nuovo immobile nel fondo patrimoniale, non ne occorra far pubblicità nell’atto di matrimonio, ma solo presso i registri immobiliari.
Reciprocamente, l’alienazione dell’unico bene costituente il fondo patrimoniale non rappresenta una modificazione della convenzione matrimoniale mediante la quale si costituì il fondo medesimo: la trascrizione dell’atto di alienazione nei registri immobiliari è sufficiente a garantire l’opponibilità ai terzi e, di conseguenza, non è necessario procedere a pubblicità anche nei registri di Stato civile.
Quanto alle possibili evoluzioni che un fondo patrimoniale possa avere, le massime trivenete ammettono che:
a) i coniugi possono in ogni tempo modificare il fondo patrimoniale, fino a giungere allo scioglimento stesso del fondo, e ciò senza necessità di autorizzazione giudiziale, anche in presenza di figli minori;
b) è legittima l’estromissione del singolo bene dal fondo patrimoniale, anche indipendentemente da un atto di alienazione: ciò comporta il venire meno del vincolo di segregazione, facendo rientrare il bene nel patrimonio “generale” del suo proprietario;
c) è possibile prevedere nell’atto costitutivo del fondo (ma anche in un atto modificativo della disciplina dello stesso) la facoltà dei coniugi di alienare, ipotecare, dare in pegno o comunque vincolare i beni del fondo senza necessità di autorizzazione giudiziale in presenza di figli minori.

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