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Fondi in Europa sale la febbre da bond

Febbre da obbligazioni. Nonostante la sostenibilità dei debiti europei (e più in generale occidentali) sia il punto cruciale della crisi, gli investitori europei hanno comprato con grande convinzione i fondi obbligazionari. Un trend tutto sommato sorprendente, che rende ancora più interessante il tentativo di individuare i migliori gestori di categoria. Dei 50 miliardi di euro di raccolta netta positiva finita tra gennaio e marzo nelle casse comuni europee con obiettivi di lungo termine (e cioè nei budget di azionari, bilanciati e obbligazionari), ben 37 si sono diretti sui prodotti a reddito fisso. Decisamente più magro (2 miliardi soltanto) il bottino degli azionari.
Flussi
E’ Morningstar — la società leader mondiale nel rating del risparmio gestito — a fare i conti in tasca all’industria dei fondi continentale, alla fine di un trimestre molto volatile, che si è aperto all’insegna di nuove speranze e si è chiuso con il ritorno del timore e il riallargarsi degli spread nei confronti della Germania e degli Stati Uniti.
Ed è ancora Morningstar a presentare in queste pagine le sei rose di finalisti obbligazionari per gli Awards 2012. I premi per l’eccellenza di performance di breve e di medio periodo, assegnati ogni anno (questa è la sesta edizione), anche utilizzando una griglia quantitativa che tiene conto di costi, potenzialità e investimenti. I vincitori e i riconoscimenti verranno rivelati il prossimo 16 maggio, a Rimini, alla vigilia dell’ItForum, la Fiera del trading e del risparmio. Dan Lefkovitz, del team europeo di ricerca di Morningstar precisa: «E’ in atto un vero e proprio boom dei fondi obbligazionari. Ma questo non deve essere interpretato come un segnale di fiducia nella Ue. Gli investitori stanno chiaramente facendo una distinzione tra governi poco affidabili e aziende che invece offrono opportunità interessanti».
E l’Italia? Nel nostro Paese non c’è stato incremento di raccolta nei primi tre mesi del 2012 per i fondi con domicilio fiscale nel nostro Paese. «I maggiori deflussi — spiega Dario Portioli, analista di Morningstar — hanno interessato i prodotti di liquidità, quelli con reddito fisso a breve scadenza». Per loro il «rosso» e di 1,5 miliardi. Un sussulto di orgoglio si è avuto invece nel comparto degli azionari Italia che hanno raccolto 27 milioni nel primo trimestre, «segno di una volontà di inseguire l’eventuale rally e le valutazioni estremamente interessanti», dice Portioli.
Cedole
Anche il nostro Paese, poi, non fa eccezione per quanto riguarda la bond-mania. Con una particolarità molto nazionale: i prodotti che sono andati per la maggiore sono gli obbligazionari con pagamento della cedola (905 milioni), cioè quei fondi che promettono una remunerazione periodica simile a quella dei titoli di Stato. Il trimestre è andato in positivo anche per gli obbligazionari euro e internazionali (90 milioni circa a testa) e per i prodotti specializzati sugli Emergenti.

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