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Fondi immobiliari autocertificati

di Antonio Montemurro

I soggetti non residenti che ricevono proventi da fondi immobiliari chiusi applicano il regime agevolato di cui al dl 78/2010 a condizione che l'attività degli stessi fondi sia successiva al 31/12/2009. Per i soggetti non residenti il regime di non imponibilità si applica a condizione che gli stessi autocertifichino la propria residenza ed il periodo di possesso delle quote.

E quanto emerge dalla lettura della circolare 11/E dell'Agenzia delle entrate del 9/3/2011 emanata a chiarimento di quanto disposto dall'articolo 32 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 concernente il trattamento fiscale dei proventi dei fondi immobiliari chiusi corrisposti a soggetti non residenti. Prima delle modifiche operate dal dl 78/2010 il comma 3 dell'articolo 7 del decreto legge n. 351 del 2001 prevedeva la non imponibilità dei redditi di capitale derivanti dalla distribuzione periodica o dal riscatto o liquidazione delle quote di fondi immobiliari percepiti dai soggetti residenti in Paesi e territori che consentono un adeguato scambio di informazioni e che siano investitori istituzionali esteri, ancorché privi di soggettività tributaria, costituiti nei Paesi e territori di cui sopra ed enti od organismi internazionali costituiti in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia, nonché banche centrali o organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello Stato. La novella normativa che ha modificato il dl 351/2001 fa salvi quali soggetti abilitati al nuovo regime di non imponibilità dei proventi derivanti dalla partecipazione a fondi immobiliari solo i fondi pensione e organismi di investimento collettivo del risparmio esteri, sempreché istituiti in Stati e territori inclusi nella lista di cui al decreto ministeriale emanato ai sensi dell'articolo 168-bis del Tuir, gli enti od organismi internazionali costituiti in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia e le Banche centrali od organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello Stato. L'unica condizione per beneficiare del regime di non imponibilità dei proventi è costituita dal fatto che gli investitori esteri dovranno autocertificare la propria residenza, nonché saranno costretti ad autocertificare il periodo di possesso delle quote. La circolare precisa che «quest'ultima autocertificazione risponde all'esigenza di disincentivare comportamenti elusivi volti a usufruire del regime di esenzione, comportamenti che l'Amministrazione finanziaria ha il potere di disconoscere ai sensi dell'articolo 37-bis del dpr 29 settembre 1973, n. 600. Tale richiesta, comunque, non incide sull'ammontare dei proventi cui spetta il regime di esenzione». E previsto inoltre che il nuovo regime tributario dei redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ai fondi si applicherà ai proventi percepiti a decorrere dal 31 maggio 2010 ma a condizione che relativi a periodi di attività dei fondi che hanno inizio successivamente al 31 dicembre 2009. Sempre la circolare precisa che benché il nuovo regime fiscale dei proventi percepiti da non residenti sia stato introdotto in sede di conversione, il comma 7-bis dell'articolo 32 del decreto prevede espressamente quale decorrenza della norma la data di entrata in vigore del medesimo decreto. Di contro, per i medesimi proventi riferiti a periodi di attività dei fondi chiusi al 31 dicembre 2009 continuano ad applicarsi le previgenti disposizioni. Pertanto, i soggetti non residenti indicati dall'articolo 6 del dlgs n. 239 del 1996 continuano a beneficiare del regime di esenzione per i proventi maturati in periodi di attività del fondo chiusi fino al 31 dicembre 2009, ancorché percepiti dal 31 maggio 2010. Ai fini del calcolo dei proventi in relazione ai quali continuerà ad applicarsi il previgente regime di esenzione si dovrà prendere la differenza tra il valore netto contabile del fondo così come risultante dai prospetti periodici redatti dalla società di gestione alla data del 31 dicembre 2009 e quello alla data di costituzione del medesimo fondo, aumentarlo dei rimborsi ridurlo delle sottoscrizioni con riferimento allo stesso periodo. Il risultato che la circolare chiama «Plafond» dovrà essere ripartito per il numero delle quote risultanti alla data del 31 dicembre 2009 in modo da individuare l'ammontare dello stesso riferibile a ciascuna quota. Il sostituto d'imposta dovrà verificare che l'investitore non residente (nei cui confronti il regime di esenzione non è stato confermato) deteneva le quote al 31 dicembre 2009.



 

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