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Fondi e «housing sociale» Polo da Cariplo a Del Vecchio

«Comincia l’età adulta dell’housing sociale », dice senza remore Carlo Cerami, presidente di Polaris Real Estate, la società di gestione del risparmio pioniera dell’edilizia sociale privata in Italia per la vitalità/la volontà dell’azionista di riferimento Fondazione Cariplo e del suo presidente Giuseppe Guzzetti. Per Arturo Nattino, amministratore delegato di Banca Finnat e presidente della sgr Investire Immobiliare, primo socio della newco che si tramuterà nel secondo operatore di mercato delle sgr immobiliari (dietro Idea Fimit) con sette miliardi di masse in gestione suddivise in 30 fondi, «mettiamo a fattore comune competenze complementari». Secondo Aldo Mazzocco, amministratore delegato di Beni Stabili Gestioni, la ratio è quella di mettere in atto «sinergie organizzative come richiede l’andamento del mercato immobiliare». Al netto delle dichiarazioni ieri tre delle prime società di gestione del risparmio in Italia hanno firmato una lettera d’intenti in prospettiva di un’integrazione in un’unica società (advisor finanziari Mediobanca e Lazard). Controllata appunto al 50,2% da Banca Finnat (che esprimerà l’amministratore delegato nella persona di Dario Valentino, attuale numero uno di Investire Immobiliare) e partecipata al 17,9% da Beni Stabili (azionista Leonardo Del Vecchio), dalla holding Regia (Gilberto Benetton) con l’11,6%, la Fondazione Cariplo con l’8,6%, la Cassa previdenziale dei geometri con il 7,7% (già presente nell’azionariato di Polaris), Iccrea holding (cassaforte delle banche di credito cooperativo) con il 2,4% e dalla fondazione della Cassa di Risparmio di Forlì con l’1,5% delle quote. Sul tema della governance il peso dei soci sarà espresso da un board allargato a 13 componenti compresi gli amministratori indipendenti. L’iter di fusione ora prevede il via libera da parte della Banca d’Italia prima dell’effettiva integrazione prevista dal primo gennaio 2015. Dice Cerami che si tratta di una «scommessa vinta dalla Fondazione Cariplo e dalla sua volontà di investire nell’edilizia sociale garantendo rendimenti adeguati agli investitori pur abbassando il prezzo degli alloggi agli acquirenti finali». Che il 2015 sia davvero l’anno di svolta per una casa accessibile a tutti?

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