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Fondi comuni le banche spingono ed è boom di raccolta

MILANO. E’ la materia prima che più abbonda, anche se sembra un nonsense : la liquidità, i soldi; che non riescono ad arrivare nell’economia reale, a tramutarsi in prestiti e finanziamenti, ma in compenso stanno sommergendo i mercati finanziari. E una conseguenza, per quanto indiretta, è la raccolta del risparmio gestito: a marzo, secondo i dati Assogestioni, il saldo positivo ha toccato la cifra record di 18,8 miliardi, portando il patrimonio complessivo a quota 1.390 miliardi (altro record assoluto). Per il settore continua dunque la serie di dati positivi, che va avanti – con l’eccezione di dicembre e gennaio scorsi da undici mesi.
Le scelte dei risparmiatori, come da consolidata tradizione, si sono dirette sui prodotti obbligazionari (quasi 8 miliardi di raccolta netta) e sui flessibili (4,6 miliardi) che non a caso insieme costituiscono due terzi del patrimonio dei fondi comuni, mentre i sottoscrittori hanno altrettanto ragionevolmente – visti i bassi tassi di interesse – girato le spalle ai fondi monetari. Ma quel che più conta, nel mondo del risparmio gestito, non sono tanto le decisioni dei singoli investitori quanto piuttosto la volontà dei “produttori” e ancor più dei distributori del risparmio gestito: cioè in larghissima misura le banche.
E qui torna in ballo l’abbondanza della liquidità. Il venir meno della necessità, per gli istituti di credito, di far raccolta con strumenti propri (in primis le obbligazioni bancarie) dopo essere stati abbondantemente foraggiati a poco prezzo dalla Bce con gli Ltro – sommata alla facilità di farsi finanziare dagli investitori istituzionali – ha portato le banche a spingere l’acceleratore sui fondi comuni (e sulle gestioni in fondi). Con un deciso effetto positivo sulle commissioni raccolte – che vanno almeno per il 70% al distributore – e dunque sul conto economico degli istituti di credito.
E fino a quando le banche non avranno bisogno di drenare liquidità dalla clientela, c’è da scommetterci che continuerà il momento favorevole del risparmio gestito. Accompagnato, non a caso, da un boom altrettanto pronunciato delle polizze vita a capitalizzazione.
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