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Fondazione Mps, via tutti. Un ex ministro nel board

MILANO — Siena gira pagina. A Palazzo Sansedoni tramonta l’era di Gabriello Mancini, il padre-padrone dell’ente finito a un passo dalla bancarotta per seguire i sogni di grandezza del Montepaschi. Ieri è stata nominata la nuova deputazione generale, l’organo di governo della Fondazione, secondo il nuovo Statuto e quindi con uno «spoil system» più leggero, in particolare per Comune e Provincia che rispetto al vecchio schema hanno perso 7 rappresentanti. E’ anche la prima tornata di nomine dopo la rimozione del vincolo al possesso azionario, che ha consentito per 541 anni alla Fondazione di controllare la banca di Rocca Salimbeni.
C’è stata una sola riconferma, quella di Alessandro Grifoni, indicato dall’Arcidiocesi di Siena, mentre tra i nuovi ingressi si segnala l’ex ministro dei Beni culturali e attuale direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci indicato dal Consiglio superiore per i beni culturali. Gli altri componenti sono Egidio Bianchi, Sergio Betti, Barbara Lazzeroni e Alessandra Navarri (Comune), Vincenzo Cesarini e Simonetta Sancasciani (Provincia), Amedeo Alpi (Regione), Carlo Guiggiani (Camera di Commercio), Bettina Campedelli (Università), Riccardo Campa (Università degli Stranieri), Vareno Cucini (Consulta provinciale volontariato) e Sergio Daolio (Cnr).
Per girare completamente pagina manca ancora un passaggio: la nomina del nuovo presidente. La deputazione dovrebbe riunirsi venerdì, o al più tardi all’inizio della prossima settimana, per scegliere i componenti la deputazione amministratrice il nuovo numero uno della Fondazione. Bruciate le candidature dell’ex presidente di Mps, Divo Gronchi e di Giovanni Minucci dell’Università di Siena, nel fine settimana è spuntato il nome di Giovanni Pizzetti, ex Garante della Privacy e consigliere costituzionale di Romano Prodi a Palazzo Chigi. Una figura di garanzia su cui però non ci sarebbe ancora l’accordo. Che va costruito tenendo conto anche dei pesi nella futura deputazione amministratrice. Un puzzle tutt’altro che facile da risolvere, soprattutto dopo il terremoto che ha sconvolto gli equilibri a Siena in questo ultimo anno.

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