Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fondazione Mps, Siena rinvia su Pizzetti

MILANO — Fumata nera «per colpa delle tribù» del partito, il Pd, in lotta tra loro. Mentre Banca Mps attende che il suo primo azionista trovi un assetto definitivo. Più immaginifico non poteva essere il «deputato generale» Antonio Paolucci, ex ministro, direttore dei Musei Vaticani, per descrivere a caldo quello che è successo ieri nella terza riunione della Fondazione Mps chiamata a nominare il presidente, all’uscita da Palazzo Sansedoni. I 14 componenti del consiglio della fondazione — la deputazione generale — si è incartata nel dibattito sui due candidature più forti alla presidenza, quella del giurista Francesco Maria Pizzetti, ex garante della privacy, proposto dal sindaco di Siena, Bruno Valentini, e quella dell’ex sindaco della città, Roberto Barzanti, avanzata dallo stesso Paolucci come soluzione di compromesso fra le due anime del Pd cittadino, quella «renziana» legata a Valentini e quella legata all’ex sindaco Franco Ceccuzzi e al presidente della Provincia, Simone Bezzini, che nomina due deputati generali. «Ho visto eleggere il Papa in quattro e quattr’otto e qui non si riesce a nominare il presidente di una Fondazione che non ha più un quattrino e gli occhi per piangere», ha detto Paolucci. «Qui le varie anime del partito-tribù non si mettono d’accordo». Un’uscita criticata da altri deputati, sia in riunione («Se la pensi così puoi anche dimetterti», gli sarebbe stato opposto). La discussione, durata circa cinque ore, è stata «proficua» e di «approfondimento», recita una nota ufficiale, per la valutazione dei curricula della decina di figure da nominare: presidente, deputazione amministrativa, sindaci e revisori. Lunedì 2 settembre alla riunione già convocata dovrebbero esserci le nomine, con Pizzetti presidente.
L’uscita di Valentini, che spiazzando tutti un mese fa ha avanzato il nome di Pizzetti, era stata vista come un’invasione di campo da parte degli altri enti nominanti, a cominciare proprio dalla Provincia. Proprio ieri, in coincidenza con la riunione della deputazione, il sindaco è stato sentito in procura dal pm Aldo Natalini come persona informata sui fatti per le dichiarazioni nella settimana di Ferragosto su presunti investitori «italiani, che rappresentano interessi stranieri» per il Monte (ma anche per Siena e l’Italia, aveva aggiunto). Non c’è finora un’ipotesi di reato — anche se l’interesse è su un eventuale manipolazione del titolo in Borsa — né indagati, ma le audizioni da parte della procura dovrebbero continuare nei prossimi giorni con gli altri protagonisti della vicenda. L’uscita di Valentini era stata contestata il giorno successivo dal presidente uscente della Fondazione, Gabriello Mancini («Non ci sono investitori anche se la Fondazione li cerca disperatamente ») e anche dal presidente dell’istituto, Alessandro Profumo, che in questi mesi ha più volte polemizzato con il primo cittadino eletto in primavera. In particolare al sindaco non sono andate giù le parole di Profumo secondo il quale la Fondazione è destinata a scendere sotto il 10% del capitale tra vendite per ripagare i 350 milioni di debito residuo e l’aumento di capitale riservato a nuovi soci.
Il titolo — tra i più sensibili di Piazza Affari, ieri -0,86% a 0,2189 euro — ha reagito in maniera consistente a queste voci: a cavallo di Ferragosto ha segnato anche +16% in poche sedute. Al valore delle azioni Mps è direttamente collegata la quota della banca che resterà in mano alla Fondazione: più varrà il titolo, minore sarà la diluizione. Per questo Valentini continua a pungolare il management — Profumo e l’amministratore delegato, Fabrizio Viola — a spingere di più sul fronte dei ricavi – nel semestre Mps ha perso 350 milioni — e non solo sui tagli al personale (Valentini è fra l’altro un funzionario di Mps).

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ancora un semestre di transizione per il gruppo Enel. La società leader del settore energia - nonc...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo un anno di trattative Unicredit, con accelerazione da pochi attesa, irrompe verso l’acquisiz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A un certo punto della trattativa a un ministro dei 5 Stelle scappa detto che «qui crolla tutto»....

Oggi sulla stampa