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Fondazione Mps in rosso

La Fondazione Monte dei paschi ha chiuso il bilancio consuntivo 2010 con un disavanzo, prima volta nella sua storia, di 128,4 milioni di euro. Il dato ha due ragioni principali. In primo luogo, il mancato dividendo nel 2010 da parte di Banca Mps. A ciò si aggiunge lo sforzo richiesto alla Fondazione Mps per aderire all'aumento di capitale varato dall'istituto di credito senese, che ha visto la necessità di destinare 150 mln al fondo oscillazione titoli, in conseguenza della quale è avvenuto il trasferimento dal comparto immobilizzato a quello dell'attivo circolante delle partecipazioni di Mediobanca e Intesa (già ceduta).

Un'operazione che tocca nel profondo il modus operandi della Fondazione, che, con toni molto morbidi, ha però lanciato un segnale chiaro alla banca guidata da Giuseppe Mussari: il cda della banca scade tra nove mesi e in questo periodo dovrà dimostrare di saper ancora guidare l'istituto, soprattutto facendo tornare gli utili nelle casse della Fondazione. Questi eventi hanno inciso profondamente sul bilancio 2010, ma la Fondazione ha comunque sostenuto e condiviso le decisioni della banca, convinta della necessità di doverne favorire il rafforzamento patrimoniale, tutelando così un bene primario della comunità senese e al tempo stesso continuando a garantirne indipendenza strategica, non scalabilità e legame con il territorio.

«L'aumento proposto di quasi 2 miliardi e mezzo di euro costituisce un'operazione importante», ha sottolineato il presidente della Fondazione Mps, Gabriello Mancini, «che consentirà a Banca Mps di rafforzare la propria dotazione in termini di capitale, rispondendo ai requisiti di Basilea III, e anche di rimborsare i Tremonti bond. La scelta di aderire a tale aumento, destinata a portare frutti significativi di lungo periodo, avrà nel breve termine conseguenze rilevanti per la Fondazione, per le istituzioni, per tutto il territorio. L'attività istituzionale della Fondazione, già parzialmente ridotta nel 2010, subirà, in questo e nei prossimi anni, un'ulteriore contrazione».

A differenza degli anni scorsi, non ci sarà il bando ordinario per i progetti di terzi e sono in corso di valutazione le forme con cui erogare risorse, comunque limitate, da destinare alle principali emergenze del territorio e agli impegni pluriennali.

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