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Fondazione Mps alla conta su Pizzetti

MILANO — Si è discusso fino a tarda sera, a Siena, per trovare la quadra sul nuovo presidente della Fondazione Mps e sui quattro componenti del consiglio di amministrazione («deputazione amministratrice»). Le mediazioni dovrebbero sfociare oggi in una decisione da parte dei 14 membri della deputazione generale, che si riunisce alle 11 per votare sull’organo amministrativo della Fondazione che ha il 33,4% di Mps.
Il nome forte ieri sera era ancora quello dell’ex garante della privacy Francesco Maria Pizzetti, 66 anni, indicato dal sindaco di Siena, Bruno Valentini. Ma in serata è circolato anche quello di Antonella Mansi, senese, classe 1974, vicepresidente di Confindustria e presidente della banca Federico Del Vecchio (gruppo Banca Etruria), che sarebbe proposta dal presidente del consiglio regionale, Alberto Monaci.
Ieri l’intenzione di diversi componenti della deputazione generale era di chiudere la partita avviata tre settimane fa. Il Comune è un elemento importante nella nuova governance della Fondazione ma non più decisivo come nel vecchio statuto, rinnovato lo scorso maggio: adesso nomina solo 4 deputati generali su 14, a fronte del quorum di 11 voti favorevoli per la nomina della deputazione amministratrice. Ma c’è da superare la resistenza del fronte dei deputati vicini all’ex sindaco ds Franco Ceccuzzi, che avrebbe dalla sua parte il presidente della Provincia, Simone Bezzini. In caso di stallo, non è escluso il voto su un outsider come l’ex sindaco Roberto Barzanti, proposto dall’ex ministro Antonio Paolucci, anche lui deputato generale.
Il tempo stringe anche perché l’ente entro settembre deve approvare il piano triennale e poi, entro ottobre, quello annuale, che dovrà anche indicare come la Fondazione interverrà sul debito — 350 milioni da rimborsare con la vendita di azioni Mps — e come farà fronte alle erogazioni vista la mancanza di dividendi da parte di Mps. L’intenzione è puntare sul fund raising per i progetti già avviati (come su Siena Biotech) bussando presso Ue, Regione, fondazioni bancarie e privati.
Gli occhi sono puntati anche su Bruxelles: la Commissione Ue sta discutendo il piano di ristrutturazione di Mps per dare l’ok ai 4 miliardi di Monti bond. Il via libera potrebbe dare respiro al titolo, agevolando così anche la Fondazione. Ieri il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, ha auspicato «un ok definitivo e in tempi rapidi all’operazione Monti bond. C’è massima attenzione perché Mps ha un impatto sul sistema. Formalmente su Mps non c’è un negoziato con la Ue, ma scambi informali. Il ministro Saccomanni segue da vicino la vicenda». Intanto la Consob sta monitorando gli effetti di Borsa della diffusione da parte del Codacons di un esposto della Commissione in Procura su Mps, che secondo fonti vicine all’authority «non è rivolto» comunque contro i nuovi vertici dell’istituto.

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