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Fondazione Mps, accordo con le banche

La Fondazione Monte dei Paschi ha raggiunto nella tarda serata di ieri il definitvo accordo con tutte e 12 le banche creditrici (per circa un miliardo). Al via libera di Credit Suisse, Mediobanca e Jp Morgan, arrivato nei giorni scorsi, si è aggiunto anche quello degli undici istituti (tra cui la stessa Mediobanca) rappresentati dal gruppo americano. L’intesa prevede il rimborso cash per una cifra di 664 milioni e la rimodulazione al 2017, prorogabile al 2018, del restante debito di 350 milioni.
La moratoria (standstill), in scadenza domani, che ha permesso all’Ente senese presieduto da Gabriello Mancini di rinegoziare l’esposizione finanziaria senza incappare in questi mesi nelle clausole di garanzia dei creditori legate all’andamento del titolo Montepaschi, sarà allungata fino ai primi di giugno per consentire la firma dei nuovi contratti con tutti i soggetti coinvolti.
Credit Suisse e Mediobanca avevano finanziato, rispettivamente per 300 e 190 milioni, l’acquisto da parte della Fondazione del 49% del prestito Fresh da un miliardo emesso nel 2008 da Banca Mps per reperire una parte dei mezzi necessari a realizzare l’operazione Antonveneta. Il consorzio guidato da Jp Morgan ha invece messo a disposizione una linea di credito da 600 milioni, con cui nel luglio scorso la Fondazione ha partecipato all’aumento di capitale da 2,1 miliardi del gruppo di Rocca Salimbeni, nel tentativo di mantenere almeno il 50,1% dei diritti di voto in assemblea straordinaria.
Il Fresh è finito nel mirino della magistratura di Siena, che sta andagando anche su l’ondata ribassista che in gennaio ha investito le azioni di Banca Mps (ieri +1,33% a 0,2432 euro), mettendo a rischio la tenuta patrimoniale della Fondazione di Siena. Due le ipotesi di reato, in base a quanto dichiarato dalla Procura: l’intralcio all’Autorità di vigilanza (Fresh 2008), in questo caso Bankitalia, a cui venne comunicata la piena computabilità del prestito nel capitale; e l’aggiotaggio per l’andamento borsistico di gennaio 2012 (che ha colpito la banca e miesso in difficoltà la Fondazione), come registrato dalla Consob che ha inviato le carte ai magistrati.
Nonostante l’impatto mediatico e i contenuti ancora riservati dell’inchiesta, Alessandro Profumo ribadisce la piena fiducia che tutto possa chiarirsi in tempi rapidi. «La banca è solidissima», ha sottolineato ieri il neo presidente del gruppo senese, impegnato a mettere in campo tutta la sua autorevolezza per limitare i danni. L’arrivo del manager genovese e dell’amministratore delegato Fabrizio Viola si sta rivelando la carta giusta. E anche le polemiche legate alla politica locale sembrano destinate a rientrare.

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