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Fondazione, 125 milioni su Mps

La Fondazione Mps ha ricevuto dal Tesoro il suggello finale per restare e avere ancora un ruolo, seppur minoritario, nella banca senese. Il ministero dell’Economia ha autorizzato l’ente senese, presieduto da Antonella Mansi, a sottoscrivere l’aumento di capitale di Banca Mps da 5 miliardi di euro. In una nota la Fondazione ha poi spiegato che aderirà per la sua quota del 2,5%, «con un esborso pari a circa 125 milioni». Il rafforzamento patrimoniale, cresciuto rispetto all’originario aumento da 3 miliardi, dovrebbe partire a metà giugno per concludersi entro fine luglio. 
Ieri a Siena è arrivato anche il via libera di Bankitalia alla vendita da parte della Fondazione Mps del 6,5% della banca ai due soci sudamericani, Fintech (4,5%) e Btg Pactual (2%). Lo ha confermato l’ente senese un una nota. Con l’ok di Palazzo Koch, Fintech — hedge fund messicano con base in Usa — e Btg — holding di investimento brasiliana — dovrebbero poter partecipare all’assemblea del 20-21-22 maggio per votare sull’aumento di capitale. Nel patto con la Fondazione Mps, Fintech e Btg si impegnano a tenere le azioni per 16-24 mesi e a presentare una lista di sei persone per il board, all’appuntamento del rinnovo del consiglio nel 2015: all’ente senese spetta l’indicazione del candidato alla presidenza della banca, ai fondi quella del candidato al ruolo di «chief executive officer».
«Da inizio anno – ha ricordato all’Ansa il direttore generale della Fondazione Mps, Enrico Granata – siamo scesi dal 31 al 2,5% del capitale della banca, vendendo gran parte delle quota sul mercato. Abbiamo azzerato il debito» con le banche e «post aumento avremo 450 milioni di risorse disponibili che verranno investite nell’arco dei prossimi mesi».
Novità anche per i Monti bond, le obbligazioni emesse dal Montepaschi e sottoscritte dal Tesoro per rafforzare la patrimonializzazione della banca: Bankitalia ha ieri autorizzato Mps al riscatto parziale di questi “Nuovi strumenti finanziari”. Ad esito dell’aumento di capitale, a cui sono subordinate le autorizzazioni, la banca «sarà in grado di riscattare Nuovi strumenti finanziari per 3,46 miliardi». L’ok riguarda, si legge in una nota della banca, il riscatto di nominali 3 miliardi (oltre a 126,9 milioni quale maggior importo dovuto in sede di riscatto). Banca d’Italia ha quindi autorizzato un ulteriore riscatto di 329 milioni «in considerazione della volontà di corrispondere gli interessi sui Nuovi strumenti finanziari relativi all’esercizio 2013 attraverso l’emissione di ulteriori Nuovi strumenti finanziari che saranno riscattati contestualmente all’emissione».
Sul fronte giudiziario, il tribunale del riesame di Siena dovrà analizzare nuovamente il ricorso dei pm titolari delle inchieste su Mps valutando se «il collegamento tra la ristrutturazione di Alexandria e la stipula del complesso derivato sui Btp 2034 fosse stato limpidamente comunicato, come doveroso, a tutti i soggetti chiamati a pronunciarsi sull’opportunità o meno della seconda operazione». Lo hanno scritto i giudici della seconda sezione penale della Corte di Cassazione. Secondo quest’ultima, Banca Mps non è stata vittima del reato di usura.

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