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Focus sull’esdebitazione per fermare racket e usura

Informare le medio-piccole imprese sugli strumenti di esdebitazione è la chiave per limitare la crisi e contrastare la criminalità organizzata. La principale causa del mancato utilizzo degli strumenti di regolazione del sovraindebitamento è la mancanza di conoscenza, da parte del piccolo e medio imprenditore, di tali strumenti.

«Bisogna promuovere la conoscenza di questi istituti e degli aiuti antiracket e antiusura per sbarrare la strada alla criminalità organizzata e risolvere la crisi di cittadini, piccole aziende e professionisti», ha affermato Valeria Giancola, consigliere nazionale dei commercialisti, delegata al sovraindebitamento.about:blank

Infatti, la crisi di liquidità delle imprese derivante dalla pandemia ha innalzato il rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. Per contenere il pericolo del ricorso dell’usura, potenzialmente in aumento, sono previsti due fondi istituiti con la legge n. 108/1996: il Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura, che provvede all’erogazione di mutui senza interesse, in favore di soggetti vittime di debiti di usura e che risultino parti offese nel relativo procedimento penale e il Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura, che, a differenza del primo, interviene per arginare in radice il pericolo di usura, erogando contributi a favore di appositi fondi speciali costituiti dai Confidi e dalle associazioni e fondazioni riconosciute per il contrasto all’usura. Tuttavia, occorrono dei piani di esdebito totale del debitore, altrimenti il sovraindebitato potrebbe utilizzare il fondo solo verso il creditore forte, che in molti casi potrebbe riguardare la criminalità organizzata. Con riferimento al Fondo di prevenzione, sarebbe opportuno sensibilizzare i Professionisti, e tramite essi i loro clienti, per facilitare e semplificare il ricorso a questi strumenti. «È necessario lavorare affinché gli istituti previsti dalla normativa sul sovraindebitamento vengano semplificati per rendere le procedure più fruibili e snelle», ha dichiarato Giancola.

Occorre, dunque, creare una trait d’union tra le imprese, i commercialisti e i Confidi stessi, che possono erogare direttamente i fondi, per diffondere maggiori informazioni riguardo alle soluzione messe in campo dallo Stato e rendere ancora più fruibile il loro accesso.

Infine, con riferimento al Pnnr, il piccolo imprenditore non riesce a fruire dei questo tipo di investimento; mentre, è riuscito ad accedere al contributo a fondo perduto, alla garanzia per i prestiti fino a 30 mila euro a valere sul fondo di garanzia per le Pmi e alla rinegoziazione dei canoni di locazione.

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