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Fmi: rischio contagio dagli emergenti

C’è un pericolo di contagio dai mercati emergenti a quelli avanzati. La stabilità finanziaria globale migliora, ma non è affatto assicurata, è il principale messaggio del Fondo monetario internazionale nel suo rapporto pubblicato ieri. I rischi al ribasso sono prevalenti. Il loro epicentro si è spostato verso i Paesi emergenti, ma le turbolenze dell’estate scorsa mostrano che, come è avvenuto in agosto, il contagio, allora causato dalla Cina, può diffondersi non solo dall’uno all’altro emergente, ma anche coinvolgere i mercati dei Paesi avanzati. «Abbiamo imparato – ha detto José Vinals, capo del dipartimento mercato dei capitali dell’istituzione di Washington – che i mercati possono amplificare gli shock e agire come fonte di volatilità e contagio quando la liquidità è bassa».
Il rapporto dell’Fmi sulla stabilità finanziaria globale sostiene che «gli shock possono avere origine nei mercati avanzati o in quelli emergenti e, combinati con vulnerabilità sistemiche che non sono state affrontate, potrebbero portare a una rottura sui mercati globali e a un improvviso inaridimento della liquidità su molte classi di attività». Lo studio delinea tre scenari, uno di gravi turbolenze sui mercati globali, un altro, che ritiene il più probabile, di continuazione delle politiche attuali con una crescita mediocre e un terzo, in cui ogni Paese adotta le politiche giuste e si va verso la “normalizzazione” dopo le crisi degli ultimi anni: fra il primo e l’ultimo, secondo le stime dell’Fmi, c’è una differenza del 3% da qui al 2017 nell’espansione dell’economia mondiale.
Il documento del Fondo nota che negli Stati Uniti, con il rafforzamento della ripresa, potrebbe essere in arrivo l’avvio, lungamente atteso, del rialzo dei tassi d’interesse (il primo da nove anni a questa parte), anche se, come ha ribadito Vinals, l’Fmi resta dell’avviso che la Federal Reserve dovrebbe aspettare dati meglio definiti su inflazione e crescita dei salari. In Europa, osserva il Fondo, le politiche della Banca centrale europea hanno finalmente cominciato a produrre i loro effetti e le condizioni del credito sono migliorate.
La rotazione del rischio verso gli emergenti dipende in parte dalle possibili ripercussioni del prossimo rialzo dei tassi della Fed, che può produrre fuoriuscite di capitali (già in corso) e un balzo degli spread, ma anche dalla clamorosa esplosione del credito, principale fonte di vulnerabilità, negli ultimi anni. Il debito in eccesso nei Paesi emergenti è misurato dall’Fmi in 3mila miliardi di dollari. Il solo debito delle imprese di questi Paesi è quadruplicato nell’ultimo decennio, da 4mila miliardi di dollari nel 2003 a 18mila nel 2014.
Anche i Paesi avanzati non sono però immuni da problemi, dovendo ancora smaltire l’eredità della crisi finanziaria globale. Da tempo, il direttore dell’Fmi, Christine Lagarde, sottolinea per esempio la necessità che l’area dell’euro risolva il problema dei crediti in sofferenza, circa 900 miliardi di euro, che bloccano l’erogazione di nuovo credito e quindi ostacolano la ripresa. La ricetta del Fondo è, tra l’altro, di accelerare i tempi delle esecuzioni dei prestiti inesigibili, utilizzare procedure stragiudiziali, creare strumenti come le bad bank. La vigilanza europea creata presso la Bce ha anch’essa un ruolo importante da giocare, secondo l’Fmi. Per l’Eurozona la posta in gioco è alta: secondo una simulazione contenuta nello studio, la soluzione del problema delle sofferenze creerebbe una capacità di nuovi prestiti pari al 3% del credito. In valori assoluti si tratta di 600 miliardi di euro. Vinals ha anche sollecitato l’Europa a completare l’unione bancaria e muoversi con decisione verso l’unione del mercato dei capitali.
L’altra grande incognita per la stabilità finanziaria è, secondo l’Fmi, quella della liquidità, un elemento essenziale per il buon funzionamento dei mercati. Negli ultimi anni, osserva lo studio, non si è assistito a un declino della liquidità, ma la vulnerabilità della situazione potrebbe essere stata mascherata dai bassi tassi d’interesse.

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