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Fmi, l’Italia cresce oltre le attese

L’Italia è tornata, ma questo è solo l’inizio»: così il premier Matteo Renzi a Class Cnbc commenta la revisione al rialzo delle stime di crescita dell’Italia da parte del Fondo monetario internazionale. Il Fmi, infatti, ha ritoccato verso l’alto le stime per l’Italia che sperimenta una «crescita più forte del previsto». Il pil italiano crescerà quest’anno dello 0,8% (0,1 punti percentuali in più rispetto alle stime), per poi accelerare a +1,3% nel 2016 (+0,1 punti percentuali) dopo una contrazione dello 0,4% nel 2014. Il tasso di disoccupazione in Italia resta a due cifre, al 12,2% quest’anno per poi calare all’11,9% nel 2016, dopo il 12,7% del 2014. Il Fmi sottolinea che il tasso di disoccupazione resta alto nell’area euro, soprattutto fra i giovani. Da qui l’invito ad andare avanti con le riforme strutturali. L’Italia «può fare di più» e in termini di crescita è «di sicuro possibile» che possa fare come o meglio della Germania, «come auspicato dal premier Matteo Renzi», ha detto Thomas Helbling del dipartimento economico del Fmi, sottolineando che nel medio termine è possibile ma nel lungo è più difficile perché, senza riforme, la produttività italiana è bassa…». «L’Italia può arrivare a crescere dello 0,9% quest’anno e sopra l’1% nel 2016», ha ha ulteriormente aggiunto ottimismo il direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale Carlo Cottarelli. «Questa non è la prima revisione della crescita che il Fondo fa quest’anno per l’Italia», ha precisato. Infatti, «il Fondo Monetario era partito con una previsione di crescita dello 0,4%, rivista poi via via verso l’alto. Adesso siamo arrivati allo 0,8%. Sono buone notizie per l’Italia. Noi adesso cresciamo ad un tasso che è meglio del passato, ma rimane abbastanza basso. Io personalmente credo che arriverà allo 0,9%. Bisogna però arrivare di certo al di sopra dell’1% e io penso che ci arriveremo il prossimo anno». «Ciò che è significativo», ha concluso Cottarelli, «è che si tratta di una revisione verso l’alto dell’Italia quando invece il Fondo Monetario ha rivisto verso il basso la crescita per il mondo. Quindi si tratta di una revisione in controtendenza». Il Fondo Monetario Internazionale ha lasciato invariata, rispetto alle previsioni di luglio, la stima di crescita del Pil dell’Eurozona del 2015 all’1,5%, ma ha tagliato quella del 2016 dall’1,7% all’1,6%. Nel dettaglio dei singoli Paesi, il prodotto interno lordo della Germania è visto all’1,5% nel 2015 (in ribasso dall’1,6% di luglio) e all’1,6% nel 2016 (in calo dall’1,7%); quello della Francia all’1,2% e all’1,5% (stime invariate) e quello della Spagna al 3,1% e al 2,5% (anche in questo caso le previsioni sono le stesse di luglio). I miglioramenti della crescita si riflettono anche sul mercato del lavoro, con il Fmi che prevede una limatura del tasso di disoccupazione in Italia al 12,2 per cento nel 2015, dal 12,7 per cento del 2014, e un ulteriore calo all’11,9 per cento nel 2016. «Le condizioni finanziarie e operative delle imprese italiane stanno migliorando in scia alla ripresa dell’economia», conferma un report di Standard&Poor’s, in cui l’agenzia di rating sottolinea che si aspetta come «le imprese cosiddette innovative e quelle orientate all’export saranno quelle che beneficeranno maggiormente dalla ripresa, così come le piccole società che consolideranno la loro profittabilità».Sui raid italiani contro l’Isis decide il parlamento

«In merito a indiscrezioni di stampa su operazioni militari aeree italiane in Iraq sono solo ipotesi da valutare assieme agli alleati e non decisioni prese che, in ogni caso, dovranno passare dal Parlamento». La precisazione del ministero della Difesa, in relazione ad un’anticipazione del Corriere della Sera, è la conferma che il governo italiano si sta preparando anche all’eventuale richiesta degli alleati. Intanto, si alzano i toni tra Nato e Mosca sulla crisi siriana. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, si è detto convinto che gli sconfinamenti dei Mig russi in territorio turco «non siano casuali».Stoltenberg ha aggiunto che in Siria c’è stato un sostanziale incremento di forze russe, di terra e anche navali davanti alle coste del Mediterraneo, lasciando intendere una possibile escalation nell’intervento militare. Mosca, però, ha smentito che sia in atto o che sia in programma alcuna operazione che coinvolga le sue truppe di terra in Siria. La serietà nel debellare il terrorismo dell’Isis da parte della coalizione a guida Usa è stata messa in dubbio da Hadi al-Ameri, uno dei capi delle milizie del Badr, partito sciita irakeno. Parlando dalla città di Najaf, egli ha dichiarato che «fino ad oggi, non abbiamo visto un serio e reale sforzo per combattere Daesh». La notizia è riportata dall’agenzia Asianews. «Questa mancanza di serietà da parte della coalizione internazionale», ha aggiunto al Ameri, «ci ha fatto cambiare tattica e la Russia si sta muovendo in modo molto serio contro Daesh». Al-Ameri si riferisce al fatto che anche il governo iracheno ha chiesto alla Russia la disponibilità a raid aerei per bombardare le postazioni dell’Isis.

Senato, le opposizioni (quasi) tacciono

Nel giorno in cui le opposizioni unite hanno deciso di votare sulle riforme senza proferire parola: l’hanno chiamata «resistenza passiva», al capogruppo M5s, Gianluca Castaldi, è comunque scappato il freno. Così, dopo aver paragonato il presidente del Senato, Pietro Grasso, all’arbitro Moreno, ha chiesto perdono: «Se l’ho offesa, mi scuso», avrebbe detto a tu per tu secondo quanto si appreso.Chiuso l’episodio, questa volta nessuna sanzione. Intanto, la riforma procede spedita. Ieri sono stati votati gli articoli fino a 10 che disegna il nuovo procedimento legislativo e che differenzia i compiti delle due Camere. Al Senato resta ancora voce in capitolo su leggi costituzionali, elettorali, trattati con l’Ue, politiche del territorio, referendum popolari.

Via la proposta Cirinnà, c’è un nuovo testo del Pd

I membri della commissione Giustizia del Pd al Senato hanno sottoscritto un nuovo disegno di legge sulle unioni civili con l’intento di portarlo in Aula e incardinarlo prima della legge di stabilità che arriva a Palazzo Madama il 15 ottobre. L’obiettivo è di superare il testo Cirinnà, impantanato in commssione, anche se quello nuovo non si discosta molto, aprendo ad alcune delle istanze di Ncd-Area Popolare e sperando di allargare il consenso verso M5s oltre che i verdiniani (Ala).

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