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Fmi: l’Europa frena il Pil globale

WASHINGTON – L’Fmi mette in guardia contro un eccesso di austerità fiscale in Europa, a fronte di una situazione che si è calmata rispetto alle convulsioni acute dell’autunno, ma in cui «in qualsiasi momento le cose potrebbero di nuovo aggravarsi molto», nelle parole del capo economista Olivier Blanchard. La priorità, ha dichiarato Blanchard, deve andare al difficile compito di aumentare la crescita e ridurre la disoccupazione: la crescita bassa, ha ricordato, rende più difficile anche l’aggiustamento dei conti. L’uscita dalla crisi passa da riforme strutturali e fiscali che non deprimano la domanda nel breve periodo. «In questo momento – ha detto il capo del dipartimento fiscale dell’istituzione di Washington, Carlo Cottarelli – l’aggiustamento fiscale in Europa sta procedendo al giusto passo. È decisivo che questo avvenga alla velocità corretta: non troppo poco per non alimentare i dubbi sulla solvibilità dei Paesi, non troppo per non danneggiare la crescita». Cottarelli riconosce che nei Paesi sottoposti alla pressione dei mercati, «è quasi impossibile evitare un’accelerazione dell’aggiustamento».
L’Eurozona resta il punto debole di un’economia mondiale per la quale l’Fmi, nel suo World Economic Outlook, ha rivisto ieri leggermente al rialzo le previsioni di crescita rispetto a quelle avanzate a gennaio, al 3,5% quest’anno e al 4,1% il prossimo. L’area dell’euro accuserà nel 2012 una contrazione dello 0,3% e una modesta espansione dello 0,9% nel 2013. Il Fondo lavora sulla base dell’ipotesi che una recrudescenza della crisi europea venga evitata, ma ammette che l’incertezza continuerà. Va meglio l’economia Usa, mentre gli emergenti, nonostante un rallentamento sul 2011, continuano in forte espansione.
L’Fmi ritiene che la politica monetaria della Banca centrale europea possa giocare un ruolo per sostenere la crescita, come ha dichiarato il numero uno del Fondo, Christine Lagarde, in un’intervista al Sole 24 Ore di ieri. Il World Economic Outlook si spinge ancora più in là, affermando che misure come le operazioni di fornitura di liquidità di lungo termine alle banche e l’acquisto di titoli di Stato, due iniziative controverse all’interno dello stesso consiglio Bce, devono continuare. «Date le prospettive di inflazione interna molto bassa – sostiene il documento – c’è spazio per un ulteriore allentamento monetario; le misure non convenzionali come il rifinanziamento a lungo termine delle banche (Ltro) e l’acquisto di titoli di Stato devono continuare per assicurare condizioni ordinate sui mercati della raccolta e quindi facilitare la trasmissione della politica monetaria all’economia reale». Blanchard ha ribattuto seccamente alle critiche dei tedeschi, secondo cui la Bce rischia di creare una bolla immobiliare in Germania. «La politica monetaria della Bce – ha detto – non è diretta alla Germania, ma all’intera area euro. Anzi, è desiderabile se i Paesi che vanno meglio registrano un aumento relativo dei prezzi, e quelli che vanno peggio un calo. Eventuali bolle devono essere trattate con strumenti macroprudenziali nei singoli Paesi e questo non è il compito della Bce».
Continua a preoccupare il Fondo lo stato delle banche europee e la possibilità che il loro deleveraging possa portare a una stretta creditizia. Blanchard ha dichiarato che «una ricapitalizzazione parziale con soldi pubblici deve rimanere in agenda. Nella misura in cui questo aumenterà il credito e l’attività economica, si ripagherà da solo, molto di più di altre misure fiscali». Facendo eco alla proposta rilanciata dalla signora Lagarde nell’intervista, il Weo indica la via dell’utilizzo a sostegno delle banche dei fondi salva-Stati Efsf e Esm. L’Fmi è a favore anche di regolamentazione e vigilanza sulle banche comuni a livello europeo.
Blanchard ha spezzato una lancia a favore dell’introduzione degli eurobond, ora che è stato approvato un severo patto fiscale fra i Paesi dell’Eurozona. Riconoscendo che al momento non c’è un livello di fiducia e di controllo sufficiente, propone di iniziare dall’emissione comune di titoli a scadenza inferiore a un anno.

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