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Fmi: crescita debole, rischi per la ripresa

Una crescita mondiale «moderata» che fa aumentare i rischi per la ripresa. Una debolezza che riguarda anche l’Eurozona nonostante nel secondo trimestre ci sia stata una crescita sopra le attese per Italia, Irlanda e Spagna, con prospettive di miglioramento «per Germania, Francia, Italia e soprattutto Spagna». La valutazione è contenuta nel documento pubblicato dal Fondo monetario internazionale in preparazione del G20 finanziario che si apre oggi ad Ankara. «È prevista una continuazione della “ripresa moderata” dell’area euro nel 2015-2016, sostenuta dai prezzi del petrolio più bassi, dall’espansione monetaria e dal deprezzamento dell’euro» si legge nel documento degli esperti di Washington. Che aggiunge: «La crescita è prevista accelerare in Germania, Francia, Italia e soprattutto Spagna». Tutto ciò anche se «i dati preliminari sono stati in una certa misura più deboli del previsto, con una sorpresa negativa in Germania». A fronte di questo indebolimento, il Fmi evidenzia invece «una crescita superiore alle attese in Italia, Irlanda e Spagna». Tra l’altro, gli esperti di Washington hanno ben presente che «l’indebolimento dell’euro sembra avere effetti positivi sulle esportazioni» in particolare per Francia e Germania.
Il contesto globale evocato nel documento, però, è quello che è, dopo l’emersione delle difficoltà dell’economia cinese: nel testo si parla infatti di una crescita mondiale che «resta moderata» per effetto del rallentamento in atto nelle economie emergenti e della gracilità della ripresa nelle economie avanzate. Aumentano, quindi, i rischi verso il basso nelle previsioni a breve. Per questo, secondo il Fondo «una politica monetaria accomodante resta essenziale in molte economie avanzate». E occorre evitare (qui il consiglio implicito è alla Federal Reserve) che i tassi d’interesse reali salgano in modo prematuro. Nell’eurozona, affermano gli estensori del rapporto «il piano-acquisti della Bce ha migliorato la fiducia e le condizioni finanziarie». Per questo, è la calda raccomandazione, «dovrebbe essere esteso, se non c’è un sufficiente miglioramento dell’inflazione, in linea con l’obiettivo della stabilità dei prezzi».
Quanto alla Cina, il recente tonfo dei mercati finanziari «non dovrebbe scoraggiare le autorità cinesi dal portare avanti riforme che diano ai meccanismi di mercato un ruolo più decisivo nell’economia, eliminino le distorsioni e rafforzino le istituzioni». Infatti, si sostiene «in Cina la priorità politica è il raggiungimento di una transizione morbida verso ritmi di crescita più sostenibili, contenendo allo stesso tempo le vulnerabilità». Il rapporto contiene anche una valutazione positiva del nuovo meccanismo per determinare il tasso di cambio del renminbi: «un positivo passo verso un sistema di tassi di cambio fluttuante ed efficace entro i prossimi due anni».
Proprio il G20 di Ankara, che comincia questo pomeriggio (subito dopo la riunione tra i 20 ministri delle Finanze e i colleghi del Lavoro), con la discussione sulle prospettive dell’economia globale, potrà essere una prima occasione per sapere come il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco vedono il futuro prossimo del nostro paese. Per capire chiaramente, cioè , se esiste il rischio che il riavvio in corso dell’economia italiana possa incappare in una gelata proveniente dall’Estremo oriente. Nel rapporto elaborato dal Fmi come base di discussione per questo meeting c’è inoltre una raccomandazione di policy piuttosto attuale anche in relazione alla discussione in corso sulla politica di bilancio nel nostro paese: «Riequilibri di bilancio favorevoli alla crescita – si osserva – potrebbero includere un abbassamento della tassazione sul lavoro e sui capitali, tagliando la spesa pubblica improduttiva». Il Fondo invita infine i paesi a tagliare «gli alti debiti in un contesto di bassa inflazione» e «attuare decise riforme strutturali».

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