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Fmi all’Italia: “Conservate l’Imu” Saccomanni apre, rivolta del Pdl Letta: “Difficile trovare le risorse”

ROMA — Il Fondo monetario internazionale accende lo scontro sulle tasse mentre il governo è alle prese con la difficile soluzione del rebus Iva-Imu. «L’Imu sulla prima casa va mantenuta per equità», scrive nella lettera all’Italia. Una posizione che va in rotta di collisione con il Pdl che da sempre chiede l’abolizione dell’imposta sulla casa. La conseguenza: una bordata di dichiarazioni del centrodestra sintetizzate da Gasparri che ha chiesto semplicemente all’istituzione di Washington guidata da Christine Lagarde di «farsi gli affari suoi». «Attentato alla sovranità», dice la Santanchè.
La sortita dell’Fmi ha fornito tuttavia una sponda al ministro dell’Economia Saccomanni, alla prese con le coperture per scongiurare l’ingorgo post estivo Imu-Iva e che restano sempre intorno ai 6 miliardi se si vuole un intervento stabile. «Terremo conto dell’opinione dell’Fmi e l’obiettivo è di trovare il consenso all’interno della coalizione», si è trincerato il ministro che, nei giorni scorsi, aveva ipotizzato una soluzione «prima delle vacanze ».
Nel fuoco della polemica cerca di tenere insieme la coalizione sugli obiettivi di tasse e sviluppo il premier Letta che ieri mattina ha riunito la maggioranza. «Esito positivo, c’è una road map per i prossimi diciotto mesi», ha annunciato. La soluzione della questione Iva-Imu resta, ha assicurato Letta, il «primo obiettivo» ma ha aggiunto che «non sarà semplice trovare le coperture» perché bisogna individuarle all’interno del rigido bilancio 2013. Il secondo obiettivo della road map è la legge di Stabilità in autunno «tutta incentrata sullo sviluppo » e la «possibilità di ridurre le tasse sul lavoro» (tasto toccato ieri anche da Saccomanni). Terza tappa: la preparazione del semestre di presidenza Ue dell’Italia, nella seconda metà del prossimo anno e, infine, il capitolo delle riforme costituzionali (riduzione dei parlamentari e nuova legge elettorale). Comunque il 18 luglio si replica: è previsto un nuovo vertice prima della pausa estiva.
Nel frattempo, dopo l’apertura di Saccomanni alle proposte del Pdl di anticipare al 2013 i pagamenti dello Stato alle imprese, ieri anche Letta si è mostrato disponibile: «Acceleriamo», ha detto e il Pd, che già nel provvedimento aveva ottenuto l’inserimento delle garanzie da parte della Cassa depositi, è d’accordo. «Una necessità», ha detto Luigi Zanda. Oscilla il ministro per lo Sviluppo Zanonato, che come in occasione dell’Iva, che provocò i fischi dei commercianti, prima dice: «Non so se si potrà fare», poi si corregge e aggiunge «mi auguro che ci si riesca».
La cornice resta il malessere dell’economia italiana (ieri il Fondo ha peggiorato la stima della contrazione del Pil di quest’anno dall’1,5 all’1,8 per cento) e la necessità di condurre la caccia alle risorse per finanziare lo sviluppo e l’abbattimento delle tasse senza fare nuovo debito. Metabolizzato il bonus di Bruxelles (ma per il 2014) si torna a guardare in casa e nei prossimi giorni si insedierà il nuovo comitato per la spending review (quello che nella scorsa legislatura fu avviato da Piero Giarda): sarà allargato il numero dei ministri (oggi sono quattro) e si avvarrà del supporto della Ragioneria dello Stato.

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