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Flop del registro delle opposizioni

di Antonio Ciccia  

Il registro delle opposizioni alle chiamate telefoniche indesiderate non funziona. Il bilancio dei primi cinque mesi del registro conta centinaia di proteste: non a caso sono in arrivo sanzioni pesanti per il telemarketing illecito. Lo ha preannunciato Francesco Pizzetti, presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, che ieri ha presentato la relazione sull'attività svolta nel 2010.

Dal garante anche uno stop alla estensione del registro al marketing postale e alle semplificazioni in materia di privacy nel decreto sullo sviluppo, in corso di approvazione.

Ma anche un monito ai pericoli dall'uso di smartphone e cloud.

Vediamo, dunque, in dettaglio i contenuti della relazione di Pizzetti.

Registro delle opposizioni. Da febbraio 2010 è partito il sistema che dovrebbe garantire a chi si iscrive nel registro delle opposizioni di non ricevere telefonate indesiderate. Chi non si iscrive, invece, è contattabile senza necessità di consenso preventivo. Ma il sistema nella realtà non funziona. Da febbraio 2011 il garante ha ricevuto centinaia di proteste per il marketing indesiderato: sono più del doppio di quelle di tutto il 2010 e più del 90% riguardano la violazione del registro delle opposizioni.

E il garante deve constatare che non è facile individuare i colpevoli, soprattutto quando c'è un intreccio tra imprese e call center. Per arginare il problema, il garante ha precisato che le chiamate a fini di marketing possono essere fatte solo previo confronto col registro, salvo che il chiamante abbia preventivamente acquisito un esplicito consenso, e che il nuovo sistema non si applica alla propaganda politica. Evidentemente non basta.

Altro settore contro il quale il garante punta il dito è quello dei fax promozionali e, quindi, i sistemi automatizzati di comunicazione commerciale. L'esperienza negativa del registro per le telefonate indesiderate provoca, infine, il no del garante alla estensione del registro anche al marketing postale: per Pizzetti sarebbe meglio lasciare le cose come stanno.

Semplificazioni nel decreto sviluppo. Le semplificazioni del decreto sviluppo (70/2011) hanno la portata di svuotare il codice della privacy per interi settori e in particolare per le imprese. Da qui la richiesta di inversione di rotta, con la rivisitazione delle disposizioni che eliminano il consenso per le comunicazioni di dati tra aziende del medesimo gruppo e che definiscono le finalità amministrativo/contabili, per le quali si è esonerati dalla stesura del documento programmatico sulla sicurezza.

Il decalogo del cloud. Una delle principali novità della rete è la possibilità di fruire del servizio di cloud (nuvola), mediante il quale si usa la rete per conservare i dati e per usare applicativi, senza che l'applicativo e i dati siano concretamente presenti su macchine aziendali.

Il garante ha stilato il decalogo del cloud, che prevede una prioritaria riflessione su rischi e benefici dei servizi, compresa una verifica in ordine all'affidabilità del fornitore, privilegiando i servizi che favoriscono la portabilità dei dati e che garantiscono la disponibilità degli stessi in caso di necessità (meglio un backup in locale dei dati allocati nella cloud).

Nell'uso della cloud bisogna, poi, selezionare i dati da inserire specialmente con riferimento ai dati sanitari, genetici, reddituali, biometrici o quelli coperti da segreto industriale.

I dati saranno in una nuvola virtuale, ma non devono essere persi di vista e il titolare deve sapere in quale stato risiedono fisicamente i server sui quali vengono allocati i dati (è determinate per stabilire la giurisdizione e la legge applicabile nel caso di controversie). Completano il quadro delle prescrizioni le cautele contrattuali: in specifico l'utente deve accertare il termine ultimo, successivo alla scadenza del contratto, oltre il quale il fornitore cancella definitivamente i dati che gli sono stati affidati, esigere e adottare opportune cautele per tutelare la confidenzialità dei dati (username e password, non banali e di lunghezza adeguata; protocolli sicuri nella fase di trasmissione e cifratura per i dati sanitari, genetici, reddituali e biometrici).

Smartphone. Molti i pericoli indicati da Pizzetti nell'usare lo smartphone: social networking invasivo e in grado di rintracciare le persone; perdita di controllo dei propri dati e maggiore rischio di stalking, intercettazioni, furto di account di pagamento. Con tecnologie di questo tipo si è esposti alla possibilità che altri intercettino molti dati personali: numero di telefono, rubrica, messaggi, notizie sulla vita privata e vita professionale. E maggiore è il rischio di profilazione dell'utente a sua insaputa con la disponibilità di dati univoci (Imei, numero di telefono) da utilizzare, ad esempio, per scopi pubblicitari. Senza contare che è risultato che alcuni produttori non distribuiscono tempestivamente gli aggiornamenti software necessari per la sicurezza informatica. La conclusione del garante fa appello a una maggiore sensibilizzazione degli utenti, che devono sapere i rischi riconducibili al mondo degli smartphone.

Sanzioni, Frutta bene l'attività sanzionatoria: tenendo conto anche del primo semestre 2011 ammontano a più di 4 milioni di euro le sanzioni amministrative già riscosse. E viaggia a pieno ritmo l'attività ispettiva: le violazioni amministrative contestate, compreso il primo semestre 2011, sono state oltre 500, e in 55 casi la palla è passata alla all'autorità giudiziaria.

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