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Flessibilità sui dividendi

Più flessibilità nel pagamento dei dividendi. Precisazioni sul diritto a porre domande online (e ottenere risposte) in vista dell’assemblea. Chiarimenti sui vantaggi per i cassettisti e sulle operazioni sul capitale. All’esame del prossimo Consiglio dei ministri, per il via libera definitivo, approda il decreto correttivo delle norme che, nel 2010, in aderenza a una direttiva del 2007, hanno aperto la strada a una serie di novità (per esempio in termini di legittimazione all’intervento, voto, informazione preventiva e sollecitazione di deleghe) con l’obiettivo di favorire una partecipazione, poi effettivamente aumentata, alle assemblee societarie.
Le modifiche, che saranno però operative solo a partire della prossima stagione assembleare, incidono su più aspetti. Tra questi, la data di pagamento dei dividendi deliberati dall’assemblea. La normativa attuale lega questo diritto al possesso delle azioni alla data dello stacco della cedola. Una data che, con la modifica introdotta dal decreto, potrebbe essere determinata con maggiore flessibilità rispetto a quella di svolgimento dell’assemblea, attribuendo il diritto al pagamento a coloro che risultano azionisti a una data determinata. «Ciò consentirebbe – spiega la relazione al decreto – agli emittenti di individuare la data di pagamento in base alle proprie specifiche esigenze».
Sempre sul versante dei dividendi, il decreto chiarisce alcuni aspetti controversi che hanno di fatto bloccato una delle novità indirizzate a favore il popolo dei “cassettisti”, di quei detentori cioè di partecipazioni inferiori allo 0,5 per cento. Questi ultimi possono essere destinatari di un extradividendo del 10%, ma al momento non risulta che ci siano state società che hanno deliberato la maggiorazione. Così, il decreto spiega che l’introduzione della maggiorazione non può essere considerata tra le cause di recesso ammesse dal Codice civile. Meglio definite poi le cause di impedimento e i requisiti temporali sul possesso delle azioni.
L’ampliamento della possibilità di porre domande ai vertici della società, certo meritoria, ha però anche condotto, si ammette, a una notevole dilatazione dei tempi delle assemblee. Per questo, il decreto correttivo apre alla possibilità di introdurre nello statuto una cut off date, data entro la quale le domande devono arrivare alla società e che può essere portata a cinque giorni prima dell’assemblea quando è ammessa la risposta alle domande almeno due giorni prima dello svolgimento dell’assemblea. Solo in questo caso, e quando è possibile per l’azionista trovare informazioni nel formato domanda e risposta nella parte dedicata del sito societario, non dovrà essere fornita una risposta in assemblea. Se poi chi ha posto il quesito non si presenta all’assemblea, allora potrà essere evitata la lettura della risposta, allegando invece il testo al verbale della riunione.
Maggiore flessibilità poi sulle modalità di intervento sul capitale: ammessa la delibera di aumenti anche senza riduzione precedente.

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