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Fitch taglia il voto a cinque banche

di Federico De Rosa

MILANO — Fitch taglia il rating alle banche italiane. L'agenzia ha declassato Montepaschi e Banco Popolare a BBB, Ubi e Iccrea a BBB+ e Intesa ad A-, confermando invece il giudizio A- per Unicredit, Popolare di Sondrio e Banco Desio. La decisione, ha spiegato Fitch, è legata al declassamento del debito sovrano dell'Italia e alla contrazione del Pil che «produrrà probabilmente un ulteriore peggioramento della qualità degli asset e più alte perdite su crediti, mettendo la già debole redditività della maggior parte delle banche ancora più sotto pressione».
Un quadro tutt'altro che roseo, dipinto da Fitch proprio alla vigilia di un appuntamento importante per le banche italiane: domani e dopodomani il supervisory board dell'Eba esaminerà i piani di rafforzamento del capitale degli istituti europei. Il «Financial Times» ieri ha parlato di dubbi da parte dell'Autorità sul metodo utilizzato per la ponderazione dei rischi e la contabilizzazione della vendita di attivi da parte di alcuni istituti. L'Eba ha però smentito rivelando che, al contrario, «la schiacciante maggioranza delle misure contenute nei piani appaiono essere, complessivamente, in linea con lo spirito e la lettera delle raccomandazioni dell'Eba». Dunque l'esame dei piani non dovrebbe far emergere criticità.
In Italia sono quattro gli istituti che attendono il responso. E tra questi c'è anche il Banco Popolare che ieri, seguendo l'esempio di Unicredit, imitata anche da Intesa Sanpaolo, ha deciso di giocare d'anticipo sull'Eba annunciando un buy back su 4 miliardi di euro di obbligazioni di tipo Tier 1 e Tier 2, così da migliorare i coefficienti patrimoniali e ridurre l'ammontare di capitale addizionale richiesto dall'Autorità bancaria europea. Fino all'anno scorso era vietato riacquistare bond. Le banche potevano al limite ritirarli e sostituirli con altre emissioni. La Banca d'Italia ha però rimosso il divieto permettendo così agli istituti di aumentare il patrimonio in modo «indolore», senza ricorrere cioè ad aumenti di capitale. I bond oggetto di riacquisto da parte del Banco Popolare sono 12 in tutto, in mano a investitori istituzionali a cui Pierfrancesco Saviotti ha offerto la possibilità di rivenderli allo stesso istituto a un prezzo compreso tra il 43% e il 91% del nominale, per un esborso massimo di 3,1 miliardi di euro. L'effetto sul Core Tier 1, in caso di adesione al 100%, sarebbe di 40-50 punti base.
Anche Intesa Sanpaolo ieri ha annunciato l'intenzione di riacquistare tre emissioni di bond Tier 1 per complessivi 3,75 miliardi a un prezzo compreso tra l'88% e il 91% del valore nominale. L'offerta ha un doppio scopo: cancellare strumenti che i criteri di Basilea 3 non consentono di computare nei coefficienti patrimoniali, e iscrivere la plusvalenza nel Core Tier 1. Gli analisti stimano che un'adesione al 100% vale 9 punti.
Si è intanto conclusa l'operazione di buy back di bond lanciata da Unicredit. Su 4,3 miliardi di euro e 1,1 miliardi di sterline di valore dei bond oggetto dell'offerta le adesioni si sono fermate rispettivamente a 1,29 miliardi di euro e a 473 milioni di sterline. Il beneficio per Piazza Cordusio, in termini di Core Tier 1, è di 11 punti base.
 

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