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Fitch taglia il rating di Telecom Italia

MILANO — Ancora una giornata no per Telecom. Dopo la batosta (-4,23%) di venerdì seguita alla semestrale (in rosso per 1,4 miliardi a causa delle svalutazioni di avviamenti) ieri il colosso delle tlc ha dovuto affrontare altre due docce fredde: la richiesta di risarcimento danni per oltre un miliardo di euro, avanzata da Vodafone, e il declassamento del rating di Fitch. E a Piazza Affari non c’è stato niente da fare: il titolo ha ceduto un altro 2,2%, chiudendo a 0,48 euro.
L’agenzia di rating ha abbassato a BBB- il merito di credito del gruppo (uno scalino meno della precedente valutazione) e gli ha attribuito un outlook (prospettiva) negativo. Non siamo ancora a livello di “spazzatura”, valutazione per la quale manca un ulteriore gradino al ribasso. Fitch ha motivato la sua scelta con «il peggioramento delle condizioni operative del business domestico di Telecom Italia a causa della pressione regolamentare, della protratta guerra dei prezzi nel mercato del mobile e della presenza di un’economia debole». Inoltre, ha aggiunto, «l’erosione della generazione di cassa appare destinata a continuare nel 2014». Tuttavia la strada non è segnata: secondo l’agenzia «se il business domestico verrà stabilizzato e il debito messo sotto controllo» Telecom continuerà ad essere investment grade.
Una ulteriore bocciatura avrebbe conseguenze non solo di immagine, per un gruppo che siede sopra una montagna di debiti netti per 28,8 miliardi. Su richiesta della Consob, Telecom ha dichiarato venerdì scorso che il declassamento di un notch (un gradino) avrebbe un impatto non significativo, intorno agli 11 milioni in termini di maggiori oneri finanziari annui, sul debito esistente. Qualche problema in più nascerebbe – se Telecom venisse ulteriormente declassata – nei confronti della Bei, che ha finanziamenti in essere per un nominale di 3,35 miliardi con Telecom: la Banca europea degli investimenti avrebbe diritto infatti in questo caso di «richiedere la costituzione di garanzie aggiuntive di proprio gradimento».
La mossa di Fitch in realtà è un adeguamento a quanto avevano già deciso in maggio S&p e Moody’s, che avevano entrambe ridotto il rating della società al livello immediatamente precedente a quello “junk”. Ma in occasione della presentazione della difficile semestrale era stato confermato l’obiettivo di un debito sotto i 27 miliardi a fine anno, grazie anche a un programma di 800 milioni di efficienze finanziarie e operative.
Per quanto riguarda la causa civile intentata da Vodafone contro Telecom, la richiesta di risarcimento di oltre un miliardo di euro è stata avanzata per «abuso di posizione dominante», per «una serie di condotte abusive poste in essere da Telecom tra il 2008 e il
2013, che avrebbero rallentato lo sviluppo della concorrenza nei mercati di rete fissa». La causa civile riguarda gli stessi fatti per cui l’Antitrust ha multato Telecom a dicembre per 104 milioni di euro, sanzione contro cui la società ha fatto ricorso al Tar del Lazio. Telecom ritiene che «riuscirà a dimostrare l’assoluta correttezza dei propri comportamenti» e ha parlato di iniziative di «concorrenza attraverso cause legali».

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