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Fitch declassa il debito italiano. Bonus da 800 euro con limiti al reddito

ROMA – Fitch ha annunciato ieri sera il declassamento del merito di credito dell’Italia per i titoli a lungo termine. Il rating sui titoli di Stato passa a BBB-, ultimo livello al quale l’emittente di debito mantiene l’outlook stabile (dunque senza prospettive di nuovo taglio della valutazione). L’Italia aveva già prospettive negative («negative outlook») per Fitch ma il declassamento viene motivato con l’aumento del debito e del deficit per la crisi sanitaria. L’agenzia prevede un calo del Pil dell’8% quest’anno, con rischi di ulteriore peggioramento, e un debito al 156% del Pil. La decisione di Fitch è stata anticipata rispetto alla scadenza di luglio. Ma l’agenzia di rating sottolinea anche i punti di forza dell’economia: fra questi il basso livello di debito privato e la posizione finanziaria netta con l’estero vicina all’equilibrio. Fitch sottolinea però che dal 2015 il Paese ha sprecato molti dei risparmi consentiti da interessi più bassi sul debito pubblico. E il Mef, che «prende atto» della decisione di Fitch, sottolinea come «i fondamentali dell’economia e della finanza pubblica dell’Italia siano solidi».

Il declassamento viene accolto con stupore e irritazione sia dal ministero dell’Economia sia dalla Banca d’Italia. Roberto Gualtieri dice che la scelta non «tiene conto delle rilevanti decisioni assunte dall’Ue». Poche ore prima aveva parlato di una «manovra espansiva, imponente, di un’entità mai raggiunta dal Dopoguerra» per contrastare gli effetti economici del coronavirus. Anche se il debito pubblico arriverà al 155%, un dato, certifica l’Istat, «registrato solo subito dopo la Grande Guerra».

Il bonus per gli autonomi salirà da 600 a 800 euro ma a poterlo chiedere sarà solo chi nel 2019 ha dichiarato un reddito inferiore ai 35 mila euro lordi. Infatti ci si è accorti che finora è stato incassato anche da chi aveva redditi molto elevati. Il bonus babysitter potrebbe essere usato anche per i centri estivi, se ci saranno, mentre l’assegno familiare resta un’incognita. Ma il vero nodo resta il lavoro. Il Movimento 5 Stelle preme per il reddito d’emergenza, 500 euro al mese. Il Pd, invece, vorrebbe rafforzare i sussidi di disoccupazione che scendono con il passare dei mesi fino a diventare più bassi del reddito di cittadinanza e d’emergenza.

Ma lo scontro è anche sui contratti a termine. Il Pd vorrebbe eliminare l’obbligo di introdurre la causale per i contratti fino alla fine di luglio. «In questo momento di incertezza — dice il sottosegretario al Lavoro Francesca Puglisi, Pd — i contratti a termine sono gli unici possibili. Se non diamo la possibilità di rinnovarli, avremo un milione di disoccupati e un costo enorme per lo Stato». Per evitare abusi, invece, il M5S vorrebbe far scattare l’assunzione automatica a tempo indeterminato in caso di mancato rispetto delle pause fra un contratto e l’altro.

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