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Fisco, un dialogo senza parole tra le tante banche dati

Le tante, e forse troppe, banche dati a disposizione del fisco. Niente sfugge al grande fratello che l’amministrazione finanziaria ha costruito nel tempo, passo dopo passo. Si va dai dati immobiliari alle utenze elettriche, passando per le movimentazioni sui conti correnti, fino ai dati contenuti negli atti e i contratti sottoposti alla registrazione.

Ogni ramo dell’amministrazione dispone di banche dati proprie, dalle quali attinge sia elementi utili per intercettare i contribuenti sia dati e informazioni necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti istituzionali.

L’ultimo «censimento» delle banche dati esistenti è datato 20 dicembre 2012 ed è contenuto nell’indagine conoscitiva sull’anagrafe tributaria condotta dall’apposita commissione parlamentare di vigilanza.

L’indagine ha passato in rassegna, una per una, tutte le banche dati e gli applicativi informatici a disposizione dei vari settori dell’amministrazione finanziaria. Si è così potuto appurare che dispongono e utilizzano banche dati il Dipartimento delle finanze, l’Agenzia del demanio, l’Agenzia delle dogane, Equitalia spa, l’Agenzia delle entrate, la Guardia di finanza e perfino la Scuola superiore di economia e finanze. A queste si aggiungono inoltre le banche dati a disposizione dell’Agenzia del territorio (ora confluita nell’Agenzia delle entrate) e quelle in dotazione dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di stato. Milioni e milioni di dati e informazioni, spesso duplicate fra loro, relative ai contribuenti italiani.

Nella tabella in pagina sono riepilogate, in estrema sintesi, le principali banche dati utilizzate dai tre settori strategici dell’amministrazione finanziaria: Agenzia delle entrate, Equitalia spa e Guardia di finanza.

Di fronte a uno scenario di tal genere è normale pensare, come ha subito precisato la nuova direttrice dell’Agenzia delle entrate, di riorganizzare, o quantomeno rivedere, l’intera anagrafe tributaria e il suo funzionamento.

Uno degli obiettivi prioritari attorno ai quali rivedere l’immenso patrimonio di dati e di informazioni riguarda la flessibilità degli stessi e la possibilità di interscambio fra settori dell’amministrazione e fra la stessa amministrazione finanziaria e gli altri compartimenti amministrativi (Inps, Inail, amministrazione giudiziaria ecc.). Spesso, infatti, fra le principali lacune del ponderoso grande fratello fiscale è stata evidenziata l’assenza di comunicazione fra banche dati della stessa amministrazione e fra quelle di un’amministrazione con l’altra, anche in relazione alla incompleta integrazione delle banche dati, come dichiarato dalla stessa Guardia di finanza. Le future strategie di contrasto all’evasione fiscale, anche su larga scala, e il grado di successo delle stesse dipendono, sempre di più, dalla qualità delle informazioni che i vari reparti amministrativi potranno acquisire accedendo all’anagrafe tributaria.

Si pensi, tanto per fare qualche semplice esempio, all’utilizzo sempre più massiccio dell’accertamento sintetico, meglio conosciuto come redditometro, che trova proprio nella qualità dei dati presi a riferimento della selezione dei contribuenti, il suo punto più critico e delicato.

Ma la necessità di banche dati efficienti ed efficaci a disposizione dell’amministrazione finanziaria va anche al di là delle attività di contrasto alle elusioni ed evasioni fiscali, potendo assumere un ruolo chiave e strategico anche nelle future politiche di semplificazione del complesso sistema tributario italiano. Si pensi, anche in questo caso solo per fare un esempio attuale, all’avvio della nuova dichiarazione dei redditi precompilata. Secondo le ammissioni della stessa Agenzia delle entrate la prima fase delle precompilate sarà caratterizzata da un’elevata percentuale di dichiarazioni con dati errati o incompleti. Solo in futuro, grazie proprio alla crescita qualitativa e quantitativa delle informazioni immagazzinate nell’anagrafe tributaria, le performance dei precompilati potrà salire di livello assumendo il carattere di una vera e propria semplificazione fiscale a vantaggio dei contribuenti italiani.

Fra le altre note dolenti dell’anagrafe tributaria e più in generale dell’ampio sistema di banche dati a disposizione dell’amministrazione finanziaria italiana, troviamo anche la tutela e la riservatezza dei dati e delle informazioni in essa contenuti.

Sono recenti le polemiche sorte dopo l’esame condotto dal Garante della privacy sulle metodologie di selezione delle posizioni di contribuenti da assoggettare ad accertamento sintetico. Oltre a tutta una serie di esigenze di tutela dei dati selezionati, il Garante non aveva esitato, infatti, nel segnalare anche tutta una serie di violazioni preventive commesse nella fase di acquisizione dei dati stessi per le quali l’amministrazione finanziaria non aveva debitamente informato i contribuenti circa l’utilizzo dei dati richiesti. Rilievi che hanno comportato l’inclusione di un apposito paragrafo esplicativo nelle istruzioni delle dichiarazioni dei redditi per le quali l’Agenzia delle entrate è corsa ai ripari anche per gli anni passati, aggiornando le istruzioni archiviate sul suo sito internet. Quello delle garanzie e delle tutele dei contribuenti i cui dati vengono trattati e immagazzinati nelle banche dati dell’anagrafe tributaria è un problema assolutamente non secondario che potrebbe anche riesplodere fin dai prossimi mesi. Il riferimento è anche in questo caso alla famosa dichiarazione precompilata ed in particolare all’inserimento nella stessa di dati «sensibili» relativi, per esempio, alle cure mediche alle quali il contribuente si è sottoposto, per il trattamento delle quali non risulta acquisito, preventivamente, nessun consenso. In altre parole mentre oggi il contribuente può liberamente decidere se inserire o non inserire nella sua dichiarazione dei redditi una spesa medica, nel prossimo futuro, nell’era della precompilata, tale spesa medica sarà inserita di default nel modello che il fisco gli farà trovare nella sua casella mail, con buona pace del diritto alla privacy o alla riservatezza.

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