Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fisco, un aprile infuocato

Adempimenti burocratici e tasse su tasse. Sembra essere questa l’eredità dei governi tecnici (Monti e Letta): un’inflazione di adempimenti e di versamenti fiscali. Il mese di aprile è emblematico: il 30 aprile si concentrano più di 50 scadenze, che diventano 135 se si considerano tutte quelle del mese.

Una mole di obblighi tributari o previdenziali da togliere il sonno. Anche perché in molti casi si fa fatica a scorgerne la ratio: si va infatti dalla comunicazione telematica dovuta dai commercianti per le vendite in contanti fatte a cittadini stranieri per importi superiori ai mille euro al versamento dei contributi Inps dei datori di lavoro domestico, dalle annotazioni più varie nei registri Iva a quelle dei proventi delle associazioni sportive dilettantistiche, dal versamento delle addizionali Irpef a quello dei contributi Inps, dal pagamento delle ritenute alla fonte Irpef a quelli dei contributi Conai, Empaia, Enpals, dalla presentazione dei modelli Intrastat a quella del modello 730, dalla comunicazione dei beni concessi in godimento ai soci al versamento del contributo per il Sistri, dal rendiconto Ires per gli enti non commerciali alla trasmissione telematica delle denunce Uniemens, dalla trasmissione all’anagrafe tributaria dei dati relativi alle imposte dirette del 2013 a quelli relativi all’Iva, e si potrebbe proseguire ancora se questa pagina non avesse limiti di spazio.

Basti segnalare che anche il giorno di Pasqua, domenica 20 aprile, segna la scadenza di otto adempimenti fiscali, che, grazie al cielo, slittano al 22 per la coincidenza di due giornate festive.

Non è che prima del governo Monti i contribuenti italiani vivessero in un paradiso fiscale, certo che negli ultimi due governi, mentre sul fronte della riduzione della spesa pubblica si è abbondato solo in annunci senza conseguire alcun risultato concreto, dal punto di vista della pressione tributaria e del numero di adempimenti si sono scesi diversi gradini verso l’inferno, come testimonia appunto lo scadenzario di aprile.

Non è un caso se iniziative spontanee di rivolta contro questo stato di cose si stanno moltiplicando e ottengono immediato consenso nel mondo delle imprese e delle partite Iva. Nei mesi scorsi ha occupato le pagine dei giornali il movimento dei forconi. Ma movimenti spontanei di protesta fiscale stanno nascendo in tutto il paese, soprattutto nelle aree più produttive. A titolo di esempio, la protesta dei drappi bianchi che si sta espandendo in Brianza. Nata il 16 ottobre 2013 dall’iniziativa di Giuseppe Caggiano, un piccolo imprenditore che per protestare contro l’eccesso di pressione fiscale e burocratica ha esposto sulla sua cancellata un drappo bianco con una riga nera in diagonale, si sta espandendo a macchia d’olio. Obiettivo è l’affermazione di movimento che non richiede vincoli di appartenenza e rifiuta collegamenti con partiti politici ma cerca di esprimersi con marce pacifiche e con l’esposizione, appunto, di un drappo bianco listato a lutto (www.drappobianco.it). Un movimento di persone concrete che semplicemente vorrebbero manifestare la loro indignazione per un sistema che sta facendo uscire dal mercato un numero sempre crescente di imprese per eccesso di fiscalismo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il management di Mediobanca confeziona una trimestrale con 200 milioni di utile netto, meno di un an...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessun rilancio sul prezzo, ma un impianto complessivamente più flessibile e con qualche passo avan...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le recenti modifiche apportate alla legge 130/1999 (disposizioni sulle cartolarizzazioni dei crediti...

Oggi sulla stampa