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Fisco, tuffo nel passato

Tuffo nel passato per l’amministrazione finanziaria. A causa del blackout totale che, ieri, ha colpito il reparto informatico della Sogei (società controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze alla quale lo stato ha affidato i sistemi informatici e le linee dei call center di Equitalia, dell’Agenzia delle entrate, dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, del Catasto, della Guardia di finanza insieme all’anagrafe dei conti correnti) tutti i front office sono stati costretti a tornare alle ricevute cartacee data la mancanza, fino a ieri pomeriggio, di una proroga di 24 ore per gli adempimenti. Così facendo, da un lato è stato consentito ai contribuenti che ne avevano necessità di rispettare le scadenze ma, dall’altro lato, su questi ultimi è gravato un onere in più. Coloro ai quali sono state erogate le ricevute cartacee dovranno, infatti, ripresentarsi presso gli uffici competenti per ottenere la ricevuta telematica. Per coloro i quali, invece, non hanno potuto adempiere in alcun modo, è arrivato il doppio lascia passare da parte dell’Agenzia delle entrate che, con un provvedimento ad hoc ha, prima, certificato l’esistenza dell’avvenuto black out fornendo, così, a chi ne avesse bisogno la scriminante necessaria, poi concesso la proroga di 24 ore rispetto alle scadenze del 25 novembre. Nel dettaglio, il provvedimento certifica «l’irregolare funzionamento dell’attività degli uffici dell’Agenzia delle entrate e dei collegamenti telematici e telefonici fino alle ore 19:00 della giornata del 25/11». Nella giornata di ieri è, poi, arrivata la spiegazione del mal funzionamento del sistema da parte dei diretti interessati. Con una nota ad hoc, la Sogei che aveva mantenuto il più totale riserbo ha, infatti, fatto sapere che i problemi «sono stati originati dal concorso di una serie di mal funzionamenti di natura elettrica ad una delle due linee di alimentazione. Tale evento ha determinato uno shut-down anomalo e imprevedibile delle apparecchiature elettroniche, tra cui due sottosistemi dischi (per complessivi 1,3 petabyte), funzionali all’erogazione di una parte rilevante dei servizi forniti all’Amministrazione finanziaria». La Sogei ha, inoltre, rassicurato chi temeva che i dati fossero andati persi. «Il Sistema informativo della fiscalità è stato ripristinato gradualmente seguendo protocolli di sicurezza che garantissero l’integrità dei dati e dell’infrastruttura».

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