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Fisco, tour sui Paperoni

Dipartimento delle finanze in tour per promuovere l’imposta forfettaria da 100 mila euro sui redditi prodotti all’estero dei Paperoni che entro luglio sceglieranno di trasferire la loro residenza in Italia. Ieri la prima tappa del road show targato ministero dell’economia è approdata a Londra, la capitale del Regno Unito che ha una misura simile e che il fisco italiano prova a insidiare.

Il compito di spiegare agli investitori italiani e stranieri le potenzialità della norma introdotta dalla legge di Bilancio 2017 è stato affidato a Fabrizia Lapecorella, direttore del dipartimento, volata all’ambasciata italiana dove si è svolto il seminario annuale di aggiornamento in materia legale e fiscale, organizzato dall’ambasciatore Pasquale Terracciano con lo studio legale Belluzzo & Partners.

«Si tratta», ha spiegato a margine dell’incontro la Lapecorella, «di una novità normativa che arriva in un momento in cui, grazie alle azioni portate avanti in questi anni dal governo, possiamo dire che il rapporto tra il fisco italiano e il contribuente sia effettivamente cambiato in meglio.

L’auspicio è che i consumi e gli investimenti in Italia possano ricevere un impulso alla crescita economica del paese da chi si avvarrà di questa possibilità».

La dirigente del Mef sottolinea «il regime attuativo molto semplice della misura, anche in termini di funzionamento amministrativo», ed evidenzia che l’imposta «è competitiva anche rispetto ad altre esperienze straniere, e arriva in un momento in cui nel paese ci sono le condizioni per investire» grazie a «riforme fiscali che aiutano anche la crescita e l’occupazione».

L’imposta prevede un pagamento di una cifra forfait di 100 mila euro sui redditi di fonte estera, per chi straniero o cittadino italiano ma non residente da almeno nove anni intenda spostare il centro dei propri affari in Italia.

La durata della residenza, la cui scelta dovrà avvenire entro luglio 2017, è di un massimo di 15 anni.

Attualmente, secondo una ricognizione effettuata da ItaliaOggi, ci sono più di un centinaio di dossier soltanto presso gli studi dei professionisti milanesi riguardanti persone interessate.

L’Agenzia delle entrate lo scorso 7 marzo (si veda ItaliaOggi dell’8/3/2017) ha reso disponibile il modello con cui manifestare la scelta precisando che la richiesta può essere inviata tramite comunicazione o con la formula dell’interpello preventivo.

Cristina Bartelli

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