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Il Fisco tende la mano alle Pmi

Il fisco tende la mano alle pmi. Prima di irrogare le sanzioni tributarie, infatti, ci sarà un confronto preventivo che sfocerà nell’invio di avvisi bonari alle imprese. Non solo. Si avvicina la semplificazione delle scadenze fiscali: il nuovo calendario, che scatterà dal 2017, sarà pronto entro settembre e verrà inserito nella prossima legge di Stabilità.

Obiettivo: evitare ingolfamenti di scadenze in alcuni periodi dell’anno. Sarà completata entro l’anno, inoltre, la riforma degli studi di settore, con l’eliminazione degli studi che non servono, a partire da quelli dei professionisti. Lo ha annunciato ieri il viceministro all’Economia, Luigi Casero, nel corso del forum «L’istituzione al servizio del cittadino», promosso dall’Unione commercialisti ed esperti contabili, che si è svolto a Milano. Casero è partito dalla necessità di semplificare la macchina fiscale, a cominciare dall’introduzione del nuovo scadenzario. D’altra parte, i commercialisti lamentano che quello presente sul sito dell’Agenzia delle entrate ha previsto, per l’anno 2015, ben 801 pagine di scadenze, delle quali 189 riferibili al primo semestre e 275 raggruppate nel periodo luglio-agosto. «Abbiamo iniziato a lavoratore al nuovo calendario che sarà completato per settembre», assicura Casero, «cercando di rispettare le esigenze dei professionisti, dei contribuenti, dell’Amministrazione finanziaria e delle casse dello stato.

Posso dire, quindi, che a settembre sarà pronto lo scadenzario per il 2017 e che verrà inserito nella legge di Stabilità». Altro tema fondamentale, secondo Casero, è il rapporto tra fisco e piccole imprese, che deve puntare di più a un confronto preventivo, che spesso porta l’azienda al ravvedimento spontaneo. «Dobbiamo introdurre la possibilità di avviare azioni in forma preventiva nei confronti delle piccole imprese che portino all’invio di avvisi bonari», spiega Casero, «in generale, riguardo al tema delle semplificazioni, a mio avviso è necessario eliminare gli adempimenti che portano a una doppia comunicazione di dati. Entro due mesi, tramite emendamenti, introdurremo l’eliminazione della comunicazione dei dati sugli affitti anno dopo anno se il contratto non viene modificato. Stesso discorso per la cedolare secca e il possesso di immobili all’estero, per i quali basterà una prima denuncia iniziale. Su questi punti, l’Agenzia delle entrate frena ma sono certo che troveremo una soluzione comune». Sugli studi di settore, invece, il viceministro all’Economia ha assicurato che la riforma è quasi pronta e sarà messa sulla carta entro il 2016. «Dobbiamo eliminare gli studi che non servono, a partire da quelli dei professionisti», spiega, «e recuperare il concetto che lo studio di settore non è elemento di accertamento». Altra semplificazione da introdurre, secondo Casero, riguarda i controlli in azienda, che andrebbero effettuati una volta per tutte. «Le verifiche vanno racchiuse in una giornata», sottolinea, «non è possibile che un giorno arrivino i vigili del fuoco, un altro la Asl e così via, perché ogni giorno di visita equivale a un giorno di produttività perso per l’impresa».

Al forum è intervenuto anche Maurizio Bernardo, presidente commissione finanze della camera, sottolineando la necessità di «trovare soluzioni rispetto al passato, come una Card da dare in dotazione al contribuente con cui si potrebbe ricostruire la sua situazione fiscale e amministrativa: in questo modo si potrebbero aiutare i professionisti. È arrivato il momento di dare risposte vere al contribuente, proporrò una moratoria sulle scadenze fiscali che eviti il periodo estivo come avviene in altri ambiti come per esempio la giustizia». Secondo il presidente della Cassa ragionieri Luigi Pagliuca, «bisogna eliminare gli adempimenti inutili, come il dover fornire lo stesso dato più volte all’amministrazione finanziaria. Servono scadenze più umane per dare la possibilità ai colleghi di svolgere il proprio lavoro: ne va del benessere dei commercialisti e soprattutto dei loro clienti». «Il fisco italiano è troppo farraginoso e schizofrenico», ha evidenziato Marco Cuchel, presidente Associazione nazionale commercialisti, «è impensabile che gli intermediari fiscali in un periodo di tempo molto ridotto debbano farsi carico di un numero così elevato di scadenze che comprendono norme molto complesse». Secondo Giuseppe Diretto, presidente di Unagraco, «dobbiamo contribuire a creare e diffondere una cultura fiscale e tributaria migliore per noi e per i nostri clienti, ma per fare ciò bisogna cambiare qualcosa, come per esempio diminuire la pressione fiscale che in alcuni casi diventa insostenibile». «Nonostante le dichiarazioni d’intento del legislatore», ha sottolineato Luigi Capuozzo, presidente Unione commercialisti ed esperti contabili di Milano, «lo scadenzario presente sul sito dell’Agenzia delle entrate ha previsto, per l’anno 2015, ben 801 pagine di scadenze, delle quali 189 riferibili al primo semestre e ben 275 raggruppate nel periodo luglio – agosto».

Gabriele Ventura

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