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Fisco, sorvegliati i crediti R&S

Il fisco punta i fari sui crediti d’imposta per la ricerca e sviluppo. In numerosi casi le imprese beneficiarie risultano infatti essere assistite da soggetti che svolgono attività di consulenza sulle diverse misure agevolative, e che appaiono specializzate nella costruzione di documentazione, solo formalmente corretta, al fine di dimostrare la spettanza del credito. Questo specifico filone di attività è considerato tra quelli prioritari dalla circolare n.4 del 7 maggio scorso dell’Agenzia delle entrate (si veda ItaliaOggi dell’8 maggio scorso), nella quale sono indicati gli indirizzi operativi e linee guida sulla prevenzione e contrasto all’evasione fiscale, nonché sulle attività relative al contenzioso tributario, alla consulenza e ai servizi ai contribuenti. Dalla lettura del documento di prassi amministrativa emerge la volontà dei vertici dell’Agenzia delle entrate di perseguire con forza tutte le situazioni, di elevato disvalore sociale, di abuso nell’acquisizione di bonus e contributi non spettanti. Particolare attenzione viene dedicata a due tipologie di bonus: i contributi a fondo perduto e i crediti d’imposta per la ricerca e sviluppo. Seguendo le linee di azione che la circolare individua nel controllo di queste due agevolazioni è possibile estendere le stesse anche agli altri aiuti destinati ai contribuenti nel periodo emergenziale.

Credito d’imposta per ricerca e sviluppo Anche se non si tratta di un aiuto relativo all’emergenza da Covid-19 l’Agenzia ritiene prioritario procedere ad accurate verifiche sull’utilizzo di tali bonus. La circolare evidenzia infatti l’esistenza di diversi indicatori di rischio che lasciano intravedere utilizzi indebiti del credito d’imposta concesso per le attività di ricerca e sviluppo. Sono state riscontrate posizioni incoerenti rispetto ai presupposti oggettivi e soggettivi della misura agevolativa. Più in dettaglio sono state riscontrate situazioni per le quali le attività di ricerca e sviluppo, specie quella c.d. interna, risultano poco compatibili sia con la tipologia di attività svolta che dalla struttura organizzativa dell’impresa beneficiaria. Anche per tali verifiche i suddetti indici di rischio daranno luogo alla formazione di liste selettive che saranno utilizzate dalle direzioni regionali e territoriali di competenza. In tale attività di contrasto l’Agenzia delle entrate non sarà sola, potendo infatti contare sia sulla Guardia di finanza sia sui funzionari dei singoli ministeri direttamente interessati alle singole agevolazioni concesse.

I contributi a fondo perduto

Dopo aver elencato i vari provvedimenti normativi che hanno disposto l’erogazione di contributi a fondo perduto, per i quali l’Agenzia delle entrate è stata direttamente impegnata nel corso di questi mesi, la circolare individua le tipologie di controlli da effettuare nei confronti dei soggetti fruitori degli stessi. In particolare le future attività di verifica prenderanno spunto dall’individuazione di una serie di possibili indicatori di rischio, sulla base delle quali verranno formate apposite liste selettive di contribuenti da sottoporre a controllo. Tali liste saranno rese disponibili alle Direzioni regionali competenti e saranno corredate da istruzioni operative dettagliate ai fini dei recuperi da eseguire. I fattori di rischio che porteranno all’iscrizione dei contribuenti nelle suddette liste, riguardano, fra gli altri, le condizioni di accesso in termini di ricavi, la corretta indicazione della percentuale del contributo spettante in funzione della dimensione del richiedente, la congruità dell’ammontare delle operazioni effettuate nel corso del 2019 e del 2020, la ricorrenza dei firmatari e la presenza di eventuali indici di frode fiscale sugli stessi. Molte di queste informazioni, precisa la circolare in commento, verranno acquisite dai dati della fatturazione elettronica e dalle liquidazioni periodiche Iva.

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